Si indaga sulla strage di Crans-Montana, e il bilancio si aggrava

Redazione Online
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|1 mese fa
Foto ANSA
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Le indagini della magistratura svizzera sulle responsabilità della strage di Crans. I due proprietari del locale sono i primi indagati. I dati ufficiali su vittime e feriti sono peggiori di quelli che si potevano immaginare ieri. Ospedali di diversi altri paesi stanno aiutando il servizio sanitario svizzero.

Le tre "cose" principali

Fatto#1

Donald Trump scrive due righe per mettere in guardia il regime iraniano. E dice che la repressione violenta delle proteste scatenerà un intervento americano. Bene, si direbbe, solo che, come sempre nel trumpismo, è tutto troppo semplificato e il senso un po’ si perde. Il regime iraniano ha, comunque, altro da pensare adesso, perché il vero pericolo per la tenuta dell’oligarchia islamista è nella durata e nell’estensione delle proteste civili, fenomeni imprevedibili e incontrollabili, come insegnano vari precedenti storici.
Anche perché la repressione violenta è già in corso e vittime ci sono già state, per cui le minacce di Trump rischiano di suonare un po’ vuote e di minare la credibilità americana.
Non ci importa niente di Gaza e Libano, dicono i contestatori del regime.

Fatto#2

I russi continuano a bombardare l’Ucraina, anche oggi con missili balistici. E rafforzano la loro dotazione di armamenti schierata (contro gli accordi internazionali) in Bielorussia.

Fatto#3

Poteva anche aspettare qualche giorno o poteva proprio evitare di mettersi subito a smontare ciò che le organizzazioni che lottano l’antisemitismo hanno costruito in anni negli Stati Uniti e specialmente a New York, invece, il neo-sindaco Zohran Mamdani ha messo in cima alle sue urgenze amministrative le regole che riguardano proprio la tutela del ricordo dello sterminio subito dagli ebrei e il contrasto a negazionismo e antisemitismo. Un’urgenza impellente fortemente criticata dalle organizzazioni ebraiche, cui sarebbe bene se si unissero nella protesta anche altri centri di partecipazione politica.

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