L’inchiesta sull’urbanistica come Mani Pulite: il gip dice sempre sì ai pm
Ermes Antonucci
|1 mese fa

foto Ansa
Nuovo capitolo della maxi inchiesta condotta dalla procura di Milano sull’urbanistica del capoluogo lombardo. Giovedì mattina è stato posto sotto sequestro il cantiere “Unico-Brera” nella centralissima Via Anfiteatro. Si tratta di un progetto immobiliare portato avanti dall’impresa Rusconi. In questo capitolo di inchiesta, in cui si ipotizzano abusi edilizi, lottizzazione abusiva e falso, risultano indagate 27 persone. Ad accogliere la richiesta di sequestro avanzata dalla procura è stato il giudice delle indagini preliminari Mattia Fiorentini, che ormai è diventato una presenza fissa nell’inchiesta. E’ stato il gip Fiorentini, il 7 maggio 2024, a disporre il primo sequestro di un cantiere nell’ambito della vasta inchiesta condotta dal pool di pm guidata dall’aggiunto Tiziana Siciliano. Si trattava del cantiere “Giardino Segreto Isola” in Via Lepontina.
Il progetto prevedeva la costruzione di 61 appartamenti, ma l’accusa sostiene che mancassero le dotazioni necessarie di servizi e la corretta qualificazione urbanistica. Pochi mesi dopo, il 7 novembre 2024, è stato sempre il gip Fiorentini ad accogliere la richiesta di sequestro del complesso immobiliare “Scalo House”, sempre in Via Lepontina. Il 5 marzo di quest’anno è giunta la prima svolta, con l’arresto di Giovanni Oggioni, ex dirigente del comune di Milano, accusato di corruzione, falso e depistaggio nell’ambito delle indagini sull’urbanistica, e ritenuto al centro di “un consolidato sistema di corruttela e commistione tra interessi pubblici e privati”. A disporre gli arresti domiciliari (pur respingendo la richiesta del carcere) è stato sempre il gip Mattia Fiorentini. Poche settimane dopo, il 26 marzo, il magistrato ha ordinato l’interdizione dai pubblici uffici e dalla professione, per un anno, nei confronti dell’architetto Marco Cerri, da tempo indagato dalla procura.
Si arriva così al 31 luglio, con il colpo di scena che ha portato l’inchiesta sulle prime pagine di tutti i giornali. Il gip Fiorentini infatti, su richiesta dei pm, dispone sei arresti: il carcere per il costruttore Andrea Bezziccheri, i domiciliari per Alessandro Scandurra (ex componente della Commissione paesaggio del comune milanese), l’imprenditore Manfredi Catella (ceo e fondatore di Coima), Giancarlo Tancredi (ex assessore all’Urbanistica), Giuseppe Marinoni (ex presidente della Commissione comunale per il paesaggio) e l’architetto Federico Pella. All’epoca definimmo “surreale” l’ordinanza del gip Fiorentini, che risultava piena di deduzioni fantasiose, valutazioni di stampo quasi sociologico e persino profezie. Il tutto basato su una sorta di principio di presunzione di colpevolezza degli indagati. Non a caso, nelle settimane successive tutte e sei le misure cautelari sono state annullate dal Riesame.
Oggi la notizia dell’ennesimo sequestro, disposto sempre dal gip Fiorentini. A questo punto la domanda sorge spontanea: come è possibile che (quasi) tutte le richieste di sequestro e di applicazione di misure cautelari avanzate dai pm finiscono sul tavolo di Fiorentini, nonostante l’ufficio gip del tribunale di Milano sia composto da circa trenta magistrati? Che fine ha fatto il principio di rotazione dell’assegnazione degli affari, e con esso quello del giudice naturale? Per il ministro Nordio e il Csm è tutto normale?
Nel frattempo, non si può non rintracciare una somiglianza tra il gip Fiorentini e un suo celebre predecessore, il gip di Mani Pulite Italo Ghitti, al quale – attraverso un espediente – il pool guidato da Francesco Saverio Borrelli consegnava tutte le sue richieste di misure cautelari, che puntualmente venivano accolte. In quel caso il trucco fu rappresentato dalla creazione di un fascicolo unitario per tutti i filoni d’inchiesta. Nel caso odierno dell’inchiesta sull’urbanistica non esiste un unico fascicolo, ma una pluralità di procedimenti, e questo rende ancora più curiosa la coincidenza che vede Fiorentini essere quasi sempre il gip di riferimento dei pm.
A questo mistero se ne aggiunge un altro: il progetto di Via Anfiteatro al centro del sequestro di ieri è stato dichiarato lecito dal Tar della Lombardia nel 2021 e poi dal Consiglio di stato nel 2022. Per i magistrati milanesi anche i giudici amministrativi fanno parte del “sistema” che si cela dietro gli abusi edilizi?

