Roberto Fico, applaudito ad Atreju, dribbla sul campo largo pericolante

Marianna Rizzini
|1 mese fa
Ansa
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Doveva essere una giornata romana da alfiere di un campo più che largo, quella del neo presidente della Regione Campania Roberto Fico, atteso ieri, quasi alla stessa ora, prima in Senato per un convegno in memoria del padre costituente Umberto Terracini, alla presenza di Nichi Vendola e di altri ex presidenti della Camera (Fausto Bertinotti, Luciano Violante, Pietro Grasso e Pierferdinando Casini), e poi ad Atreju, per la festa meloniana d’inverno con un panel sul tema “la coesione come volano di sviluppo”, a colloquio, tra gli altri, con il ministro “fratello d’Italia” dedicato al tema Tommaso Foti.
E’ stata invece una giornata trasversale da marziano a Roma, senza passaggio al convegno organizzato in vista delle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica, voluto da Sinistra italiana “per chiudere l’anno in senso opposto alla maggioranza” e ribadire l’importanza del Parlamento grazie alla figura di Terracini, presidente della Costituente. Causa di forza maggiore, l’assenza in Senato dell’ex presidente della Camera a 5 stelle, per via dell’ingolfata agenda napoletana da nuovo governatore campano (con intoppo sui nomi e malumore in alcune aree del Pd). Causa di forza maggiore che premia indirettamente la sua presenza ad Atreju, a pochi metri dalla pista di pattinaggio che luccica nei giardini di Castel Sant’Angelo sotto agli occhi del plenipotenziario meloniano Giovanni Donzelli in modalità Virgilio in blue jeans e scarpe nere oblunghe: il deputato accompagna infatti l’ospite post-grillino tra gli stand, facendogli vedere “il mercato solidale” dove militanti, venditori e membri delle associazioni stringono la mano al nuovo governatore campano e si dilettano con battute e selfie (e alla fine Fico se ne andrà con una palla decorata per l’albero di Natale in dono).
E sarà anche l’effetto calmante del dibattito sui fondi di coesione dopo il putiferio scoppiato durante il panel precedente, con la ministra dell’Università e Ricerca Anna Maria Bernini contestata dagli studenti di Medicina e scesa dal palco, nonostante gli insulti, a parlare con i medesimi. Fatto che sta che, non appena Fico si accomoda in poltrona, la platea dei Fratelli si lascia andare a un applauso sciogli-tensione, al punto che un parlamentare meloniano, nel pubblico, forse scherzando forse no, si lascia scappare un “oh, attenti che così ci dicono che abbiamo nostalgia del governo gialloverde”. D’altronde Fico ci mette impegno ecumenico: prima loda Donzelli per aver invitato il palestinese Abu Mazen, poi sorride a Foti che conclude l’intervento con un’invettiva sulla situazione “ereditata dal governo dei professori” e infine ribaltata: “Abbiamo fatto meglio dei professori”, tuona. A chi allude, di preciso, gli viene chiesto. E lui, Foti, sorride: “Anche al prof. Mario Draghi”. Sorride anche Fico, ma quando gli ricordano che già era stato ospite ad Atreju nel 2018, e parla pacato quando sottolinea “che i fondi di coesione hanno un ruolo centrale, sappiamo che regioni come Campania o Lazio hanno aree sviluppate in modo migliore, mentre in aree interne esiste e persiste lo spopolamento. Avviene perché c’è scarsità di servizi pubblici”.
Parla di “programmare meglio nei territori”, il neo governatore, e rassicura Donzelli che gli chiede se sia stato trattato bene, inerpicandosi poi con i cronisti che l’hanno seguito da Napoli in una disquisizione sulle tempistiche di uscita dei nomi per la Giunta (forse a Natale, chissà). Ma quando gli chiedono conto delle divergenze in politica estera tra Pd, Iv e M5s che stanno squassando la terra del campo largo che l’ha accompagnato alla vittoria, con l’ex premier Giuseppe Conte che sull’Ucraina dice “lasciamo fare a Trump”, imbarazzando non poco gli alleati, Fico si chiude nel “particulare”: i servizi sanitari campani, la salute mentale. “Questo significa concettualmente e filosoficamente fare coesione, e se la maggioranza in Campania lavora su questi temi si darà gambe per camminare”. Per non dire delle risposte alle domande sulle eventuali primarie per la leadership di centrosinistra: “Sono concentrato sulla Campania”, è il responso. Con buona pace dei padri costituenti.

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