Tutti lo citano ma ben pochi sanno chi è davvero Alcide De Gasperi

Redazione Online
Redazione Online
|1 anno fa
Foto ANSA
Foto ANSA
2 MIN DI LETTURA
Quante italiane e quanti italiani conoscono Alcide De Gasperi? La domanda può apparire fin troppo provocatoria, specie perché lo statista trentino viene spesso evocato nel dibattito pubblico, ma in realtà la risposta non è affatto scontata. Non pochi elementi su cui riflettere emergono da un’indagine promossa dalla Fondazione De Gasperi e realizzata da Ipsos, che per prima cosa ha sondato proprio la notorietà del leader democristiano, mostrando al campione degli intervistati alcune sue immagini e chiedendo di indicare chi vi fosse ritratto: solo il 18 per cento ha risposto positivamente, ben il 75 ha dichiarato di non ricordare il nome o non riconoscere la persona in foto (il 3 ha indicato personaggi non politici e il 4 personaggi politici).
Ma, una volta svelata l’identità, grossomodo un quarto degli intervistati ha riconosciuto in De Gasperi un uomo politico che è stato più volte presidente del Consiglio, quasi la metà che era un democristiano e circa il 70 per cento ha dichiarato di conoscere la sua storia e il suo ruolo nella vita politica italiana, sebbene solo in maniera superficiale.Il 49 per cento non ha associato nessuno dei politici più recenti o attuali alla figura del leader trentino. Non sorprende che i più giovani e i meno scolarizzati siano tra coloro che rispondono in maniera più vaga.
Questi dati ci confermano che sempre più spesso il dibattito pubblico è polarizzato attorno a bolle all’interno delle quali si ritrovano pochi con interessi specifici, con un grado di istruzione simile e con appartenenze politiche più o meno condivise. In altre parole, i giovani che hanno frequentato la Scuola di politica EuPeople, organizzata poche settimane fa proprio dalla Fondazione De Gasperi, avrebbero risposto in maniera corretta sin dalla prima domanda relativa alla foto di De Gasperi, ma questi rappresentano un’eccezione rispetto alla (stragrande) maggioranza dei loro coetanei. Le attività di sensibilizzazione alla conoscenza delle figure cruciali della vita del nostro paese rimangono quindi essenziali.
I dati sin qui riassunti – e presentati pubblicamente per la prima volta – rappresentano la base per una riflessione più ampia, che potrà essere sviluppata a partire da almeno due livelli di lettura: il primo, lo si è già accennato, riguarda la dimensione pubblica di De Gasperi: occorre incentivare la missione educativa per far conoscere di più e meglio il suo profilo e la sua azione politica, anche europea. Il secondo livello di lettura interessa la sua eredità. Probabilmente, non poche delle tredici community con le quali Ipsos riassume le identità politiche degli italiani accoglierebbero di buon grado De Gasperi come figura emblematica nel loro pantheon. Se ciò è un segnale della trasversalità di cui gode lo statista democristiano, dall’altro, però, segna una difficoltà nel declinare più nello specifico il suo lascito: l’europeismo, la moderazione, l’ispirazione etica sono generalizzazioni condivisibili. Ma poi, concretamente, come si declinano nelle politiche che un partito, una leadership, uno Stato porta avanti? Nel rispondere a questa domanda si gioca il futuro di chi ha raccolto e conserva la memoria di De Gasperi, sia dal punto di vista prettamente culturale, sia da quello eminentemente politico.

Gli articoli più letti della settimana