Qualcuno di noi

Redazione Online
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|1 anno fa
Qualcuno di noi
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Meglio il nucleare che l’autofiction scritta male”, canta Francesco Bianconi nell’ultimo singolo dei Baustelle “Spogliami”, centrando il bersaglio in maniera piuttosto perfida. L’autofiction la fa bene invece Pietro Grossi che, dopo un lungo silenzio, torna in libreria, citando il Pirandello di Uno, nessuno, centomila, con un nuovo romanzo appena pubblicato da Mondadori, intitolato Qualcuno di noi. Torna sulla scena in pompa magna lo scrittore fiorentino raccontando, in una sorta di autobiografia sghemba narrata utilizzando la prima persona plurale, quella che sembra essere a tutti gli effetti la tormentata storia delle mille personalità che fin da bambino, cozzando senza sosta l’una contro l’altra, lo compongono. “Siamo solo recipienti. Mesi più tardi, questa sarebbe diventata una delle fondamentali intuizioni della nostra vita, e non darle ascolto ci avrebbe spinti su uno dei nostri più pericolosi crinali. Se il teorema era corretto, alcuni sembravano accumulare più energia degli altri, e avere più difficoltà a disperderla. Noi dovevamo essere tra questi”. Luce e oscurità si dividono così il campo in egual misura fin dall’agiata infanzia nella campagna fiorentina proseguendo in questa lotta, senza esclusione di colpi, anche più tardi, fronteggiandosi a viso aperto lungo la strada, in un fiorire di risse, atti di bullismo, abusi di sostanze allucinogene e amori tossici. Sarà proprio il rabbioso esercizio della violenza, a un certo punto, a rischiare di far naufragare tutto e trascinare l’intera moltitudine nello strapiombo. “Eravamo famosi. Una fama mormorata, pettegola, e per questo di straordinaria potenza. Incutevamo non più timore, ma paura, e confermammo che non c’è emozione più magnetica e inebriante”. Da qui in poi il viaggio paradossalmente prenderà una direzione diversa, acquisirà una maggiore consapevolezza, sprofondando nelle pieghe più torbide di un io frazionato e schizofrenico che però contemporaneamente si svelerà capace di straordinari picchi di sensibilità. La scoperta per l’amore della scrittura farà il resto. “Trova il tuo strumento, il tuo quaderno e la tua penna, il tuo luogo, la tua posizione, e scrivi. Metti una sveglia, affina sguardo e sensi, e lasciati semplicemente andare: non fermarti, non rileggere, non correggere. Tutti i giorni”. Vorticoso, dolente, sgarbato ma profondamente reale, e per questo immensamente prezioso, Qualcuno di noi è un cammino irrinunciabile per chi vuole provare a capire qualcosa di più su se stesso.
Qualcuno di noi
Pietro Grossi
Mondadori, 528 pp., 22 euro

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