«Il Santo Padre ha appreso con dolore la notizia dell'attacco alla chiesa a Dablo, in #BurkinaFaso. Prega per le vittime, per i loro familiari e per tutta la comunità cristiana del Paese»: lo ha riferito in un tweet Alessandro Gisotti, direttore della Sala Stampa Vaticana, all'indomani della strage jihadista in cui sono stati uccisi in chiesa un sacerdote e cinque fedeli.
«Don Siméon Yampa era una persona umile, obbediente e pieno d’amore, amava i suoi parrocchiani, fino al sacrificio finale» scrive
il vescovo di Kaya, Théophile Nare, in comunicato giunto all’
Agenzia Fides.
I funerali delle sei vittime dell’attacco terroristico si tengono oggi, 13 maggio.Erano le 9 e la Messa era appena iniziata nella parrocchia del Beato Isidore Bakania a Dablo, nel nord del Paese, quando un commando di 20 jihadisti, arrivato a bordo di moto, ha circondato la chiesa. È agghiacciante il racconto dell'attacco così come viene riferito all'Ansa da fonti locali. L'obiettivo, spiegano le fonti, era il sacerdote burkinabè Siméon Yampa, 34 anni, incaricato del dialogo interreligioso nella sua diocesi: quando ha cercato di scappare, i terroristi lo hanno rincorso e gli hanno sparato. Poi, rientrati in chiesa, hanno fatto sdraiare i fedeli in terra, ne hanno scelti cinque e hanno sparato anche a loro. A freddo, senza pietà.
I terroristi, ha raccontato il sindaco di Dablo, Ousmane Zongo, hanno «dato fuoco alla chiesa, incendiato negozi e un bar, per poi assaltare un ambulatorio e dare alle fiamme anche questo». La città è piombata nel panico e la gente si è barricata in casa mentre le attività commerciali hanno chiuso i battenti. Dalla città di Barsalogho, a 45 chilometri, sono stati inviati militari che hanno compiuto rastrellamenti per tutta la giornata.
Dal 2014 la Francia ha schierato 4.500 militari nella zona del Sahel, nel quadro dell'operazione anti-jihadista Barkhane -in collaborazione con i paesi del G5 Sahel (Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger) - ma senza venire a capo dell'attività di organizzazioni come Ansaroul islam, lo Stato islamico del grande Sahara, o il Gruppo di sostegno all'islam e ai musulmani che dal 2015, nel solo Burkina Faso, hanno provocato almeno 350 morti.