Il Canettone: quando il Natale diventa una questione di marketing per i cani

Andrea Mercenaro
|1 mese fa
Ansa
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Amo il mio cane, sono genovese, si chiama “Pesto”. Franca, in effetti, quel poco lo vizia, mangia solo robe vomitevoli, puzzolenti e secche. Per una volta vado io nel negozio che spaccia il cibo. La commessa è radiosa, purtroppo, allunga il solito paccone per Pesto sorridendo: “E’ Natale, sa?”. Non me lo dica, lo so eccome. “Anche Pesto ha diritto a far festa”. Vorrei vedere. “Allora, abbiamo il canettone”. Avete, mi perdoni? “Il canettone, il panettone per i nostri cani”. E’ una buona notizia. “Le aggiungo un canettone?” No, grazie. “Non compra il canettone?”. Grazie, no, ne vendete molti? “Vanno a ruba. Ma lei ama davvero gli animali?”. Credevo, signorina. “Buonasera allora, e tanti auguri”. A lei, cara. Bon. Ed esco con le pive nel sacco. Nondimeno: il canettone! Che non avevo nemmeno motivi, quanto a me, per disprezzare il canettone. Ma per niente. Era solo per non dimenticare, vedi mai la sfangassimo con Putin, che questi qui comunque restano. Buone feste.

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