Il Governo rilancia con forza l’opzione nucleare. E, di recente, anche le istituzioni di Regione Lombardia hanno dichiarato di essere pronte. Ne parliamo con Massimo Sertori. Assessore agli Enti locali della Regione Lombardia.
Assessore, alla luce delle rinnovate esigenze energetiche e dei progressi tecnologici nel settore, l’Italia può permettersi di ignorare questa fonte di energia o è giunto il momento di una seria riconsiderazione?
«L’Italia si trova oggi in un contesto energetico profondamente diverso rispetto agli anni in cui si sono svolti i referendum. La necessità di garantire indipendenza energetica e gli obiettivi di decarbonizzazione impongono una riflessione pragmatica sul tema. La tecnologia nucleare si è evoluta significativamente, con reattori di nuova generazione che offrono standard di sicurezza molto più elevati rispetto al passato. Certamente, un eventuale ritorno al nucleare richiede un percorso graduale e ben strutturato, che preveda un forte investimento in ricerca, formazione e infrastrutture. È importante rappresentare che la Commissione Europea ha incluso l’energia nucleare nella “tassonomia verde”, ovvero l’elenco delle attività economiche considerate sostenibili per gli investimenti, questa inclusione è soggetta a condizioni rigorose rispetto agli standard ambientali e alla pianificazione di gestione dei rifiuti. Inoltre...