La "battaglia dei sessi" e lo sport come esplorazione di infinite possibilità

Redazione Online
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|1 mese fa
Ansa
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No, non c’era nessun bisogno di rigiocare la cosiddetta “battaglia dei sessi” resa immortale nel 1973 da Billie Jean King e Bobby Riggs, reiterata domenica pomeriggio da Aryna Sabalenka e dal protervo Nick Kyrgios, con regole modificate e campo asimmetrico per sopperire all’ineluttabile disparità fisica. Questo, almeno, se si considera lo sport sotto la lente dell’etica, della sociologia e di tutte quelle noiose discipline che lo svuotano di senso analizzandolo come un vetrino al microscopio. Prima ancora di saperne il risultato, era ovvio che il confronto sarebbe stato inutile se non dannoso: vincendo Kirgios, numero 671 nel ranking ATP, come poi effettivamente è accaduto, il tennis femminile ne sarebbe uscito umiliato senza alcuna soddisfazione per l’altro sesso; vincendo la Sabalenka, al contrario, si sarebbe tutt’al più tratta la conseguenza che la numero 1 della classifica WTA fosse degna di occupare una delle prime 670 posizioni nella graduatoria maschile.
La prospettiva cambia, tuttavia, se si considera questa famosa battaglia dei sessi alla stregua del freestyle chess di cui si sta facendo promotore il supercampione Magnus Carlsen, che parte coi pezzi disposti a caso sulla scacchiera e magari costringe gli sfidanti a giocare sott’acqua, avendo per ciascuna mossa solo il tempo in cui riescono a restare in apnea; oppure degli All Star Game dell’NBA con le loro maniacali, talora surreali gare di tiri da tre e di schiacciate a canestro; oppure del gesto ribelle di William Webb Ellis, il quale nel 1823 – “con geniale spregio delle regole”, recita la targa commemorativa – durante una partita di calcio afferrò la palla con le mani e corse in rete, inventando così il rugby.
Si tratta di tentativi di ridurre lo sport al suo originario nucleo di gioco, ossia di esplorazione di infinite possibilità tramite combinazioni sempre nuove; una sfida che trae senso proprio dal fatto che non ce n’è mai nessun bisogno.

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