Se altri non partecipano ce ne faremo una ragione. Viva l’Eurovision
Maurizio Crippa
|2 mesi fa

Screenshot da account YouTube di Eurovision song contest
In attesa che l’Europa batta finalmente un colpo, in difesa dei popoli minacciati e anche in difesa del popolo tornato a essere il più minacciato d’Europa, come ai vecchi tempi dei Savi di Sion, ci ha pensato l’Unione europea della Radiodiffusione a battere un sonoro colpo di timpani. Dopo mesi e mesi di polemiche, ha deciso con bella maggioranza che Israele potrà concorrere alla 70esima edizione dell’Eurovision 2026. Un terzo dei votanti si è espressa contro, ma è notevole che siano stati i paesi con una memoria storica più drammatica e acuta ad aver tenuto il punto su una festa europea che non sarebbe tale senza Israele. Due mesi fa il cancelliere tedesco Merz aveva fatto sapere che la Germania non avrebbe partecipato al Contest se Israele fosse stato escluso. E anche il cancelliere austriaco Stocker aveva chiarito che l’Austria – paese organizzatore per il 2026 – non avrebbe ospitato un’Eurovision senza Israele. Paesi con meno memoria o più sensibili alle onde popolari-emotive del momento come Irlanda, Spagna e Paesi Bassi hanno già fatto sapere che non prenderanno parte alla gara, rifiutando la presenza israeliana. Ce ne faremo una ragione, quando canteremo felici il nostro canto libero.

