Chi sta con la difesa dell’Europa e chi sta un po’ a metà strada

Redazione Online
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|1 mese fa
Foto ANSA
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Sì, l’incontro tra capi di stato e di governo europei di oggi è importante, per alcuni di loro, tra cui Giorgia Meloni, può sembrare un momento di passaggio, in cui si stabilisce chi sta pienamente con la difesa dell’Europa e chi sta un po’ a metà strada. Ma è anche vero che i tedeschi hanno già affrontato e risolto la questione per conto loro, con Friedrich Merz che si dice pronto a usare il patrimonio della banca centrale russa detenuto in Germania a favore dell’Ucraina. È un modo per dire che si va avanti comunque, anche se parzialmente e senza la piena concordia, e che una parte di Europa si prende la responsabilità di sostenere la resistenza dell’Ucraina e assicurarne, insieme agli americani (anche se recalcitranti), la sicurezza futura secondo un’intesa innovativa rispetto alla pura e semplice adesione dell’Ucraina alla Nato. Il progetto tedesco, semmai, diventa un modo per superare l’Europa e mettere in gioco una nuova struttura. Un’alleanza sostanzialmente militare, come quelle ottocentesche, che può convivere con l’organizzazione europea.
Per le decisioni europee ufficiali bisognerà aspettare stasera, forse dopo cena.
E, in ogni caso, al vertice si parla anche di immigrazione (dopo che la stessa Ursula von der Leyen ha fatto notare che l’Europa ha migliorato la gestione dei flussi migratori).

Le tre "cose" principali

Fatto#1

Conta qualcosa che la propaganda russa venga gravemente smentita sul campo, con l’esercito ucraino in grado di recuperare terreno anche dove Putin si era già venduto l’avvenuta conquista.

Fatto#2

A Torino l’importante decisione di sgombrare il centro Askatasuna e di andare a fondo con le indagini per i suoi legami con le aggressioni violente legate alle proteste contro le opere ferroviarie, a varie intimidazioni politiche e con l’assalto alla redazione de La Stampa.
Antonio Tajani apprezza e dice di non fermarsi di fronte all’attività di altri centri potenzialmente pericolosi
Il Pd, insomma, non sembrerebbe contrario alla decisione, anche perché il sindaco di Torino, che è di centrosinistra, rompe i rapporti tra il comune e il centro sociale.
Ma il Pd nazionale aggiunge un “ben altro” facilmente prevedibile e che riguarda CasaPound.

Fatto#3

L’Europa, tra le proteste delle organizzazioni agricole, è divisa sull’accordo con il Mercosur. Italia e Francia vogliono rinviare, Spagna e Germania spingono per la partenza immediata dell’intesa sugli scambi commerciali. La Francia dice che i conti non tornano.

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