Dirigere da una cella un film contro le persecuzioni
Guido Vitiello
|4 settimane fa

<span style="color: rgb(46, 45, 45); font-size: 12px;">Samuel Theis (foto ANSA)</span>
E’ come per i film: ci sono libri stranieri che si possono doppiare (ossia tradurre) e altri che esigono un remake adattato al pubblico locale, perché l’idea generale è facile da esportare ma i dettagli richiederebbero troppe lungaggini doganali. Nella seconda famiglia metto senz’altro Éloge de la présomption d’innocence (Éditions de l’Observatoire) delle penaliste parigine Marie Dosé e Julia Minkowski. Poche cose sono più urgenti, in Italia, di un elogio della presunzione d’innocenza. Peccato che gli esempi del libro (leggi, procedure, sentenze, cause celebri…) siano tutti francesissimi: servirebbe un rifacimento illustrato con casi italiani.

