Purnima, la donna che salva le cicogne

Antonella Mariani
|10 mesi fa
Purnima, la donna che salva le cicogne
2 MIN DI LETTURA
Proprio belle non sono, ma quando parla di loro Purnima ne sottolinea gli «occhi blu» e il fatto che erano le sue «amiche d’infanzia». Sono le cicogne maggiori aiutanti, uccelli alti come un essere umano, con il lungo collo giallo e le ali grigie e bianche, che avanzano rigide con andatura quasi militare, razzolano tra i rifiuti, si nutrono di spazzatura e di carcasse di animali e per questo non godono di buona reputazione e vengono a tal punto sterminate da essere state a un passo dall’estinzione.
Ma nello Stato indiano di Assam, all’estremo oriente del Paese, a nord del Bangladesh, c’è una giovane biologa che ha fatto della salvaguardia delle cicogne maggiori, che localmente chiamano hargila (l’equivalente di “mangiatore di ossa”), una missione. E per raggiungere il suo scopo ha mobilitato un esercito di donne e le ha convinte a trasformarsi da casalinghe ad attiviste ambientaliste e infine a imprenditrici.
La vita di Purnima Devi Barman, 45 anni, zoologa con una specializzazione in Ecologia e Biologia della fauna selvatica, è cambiata nel 2007, quando vide un gruppo di persone che stavano per abbattere un albero che custodiva alcuni nidi di hargila. Un paio erano già caduti a terra, semidistrutti. Oggi racconta di aver sfidato, lei giovane donna, gli uomini del suo villaggio: «Chiesi loro perché lo facevano. Risposero che le cicogne portano sfortuna, sporcano e fanno rumore. Mi hanno circondato, gridavano contro di me. Avevo paura, ma non potevo fare altro che pensare alle mie gemelle appena nate. Mi sono presa cura dei pulcini e per la prima volta ho compreso l’importanza e il richiamo della natura. Oggi non sono più sola come 20 anni fa».
Purnima è cresciuta nello Stato di Assam, sulle sponde del grande fiume Brahmaputra, e racconta di essere stata plasmata dagli insegnamento della nonna, che amava gli uccelli ed era una sostenitrice della biodiversità. Da adulta, scoperta la sua vocazione, girando di villaggio in villaggio e sfruttando il mito, questa volta positivo, secondo il quale le cicogne portano i bambini, Purnima ha coinvolto migliaia di donne nella salvaguardia degli uccelli, con mille attività che si traducono nella protezione dell’habitat naturale e di tutti i suoi abitanti, dai più piccoli ai più grandi.
«Il numero di esemplari di cicogna nello Stato di Assam è cresciuto – dice ancora Purnima, che è stata inserita da Time tra le Donne dell’anno 2025 e che dirige la Rewilding Academy (Accademia di rinaturalizzazione) – da 450 a 1.800 nei tre distretti di Guwahati, Marigaon e Nagaon. Il mio sogno è di arrivare a 5.000 entro il 2030. La parola d’ordine è coesistenza: in natura c’è posto per tutti». A collaborare al sogno della giovane biologa ci sono le donne dell’Esercito delle cicogne (Hargila Army): «Un’armata di 10mila casalinghe diventate attiviste», dice lei. Le donne custodiscono la vita e quindi il futuro e con questo impegno si prendono cura dei pulcini o delle cicogne ferite, coinvolgono i più giovani in attività di educazione al rispetto ambientale, piantumano alberi; quando si muovono per manifestare o per le attività di sensibilizzazione nei villaggi indossano un buffo copricapo che rappresenta il collo e la testa della cicogna.
Ma non è solo folclore ambientalista: l’hargila infatti è diventata un brand, un marchio che dà lavoro e indipendenza alle donne. Nei villaggi dell’Assam infatti fervono le attività di tessitura per produrre vestiti, teli, giacche, fodere per cuscini, maglie, borse e collanine con il profilo della cicogna. Gli articoli vengono venduti su una piattaforma di commercio online e producono reddito per le “sorelle”. «Ho compreso il valore della comunità. Ora le cicogne sono diventate parte della nostra tradizione e della nostra cultura», conclude Purnima, che nel suo palmares ha anche il premio UN Champion of the Earth, il più alto riconoscimento ambientale delle Nazioni Unite.

Gli articoli più letti della settimana