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Il sovranismo è in ritardo di qualche giro. E rischia, come ideologia già povera di sostanza, anche il ridicolo. Perché sotto gli si è aperta una voragine, in cui è finita nientemeno che la sovranità, almeno nel modo in cui è stata difesa e resa prerogativa dello stato negli ultimi decenni. Il cambiamento si è visto con drammatica evidenza quando Putin ha cominciato a invadere i vicini con rivendicazioni imperiali. Ma, ancora una volta uniti, l'attacco alla sovranità è perpetrato anche da Trump, e non nell'evidente progetto di annessione della Groenlandia ma in tante iniziative, dalla guerra commerciale allo smontaggio dei punti di riferimento monetario internazionali (con la spinta alle destabilizzanti crypto valute). La risposta sovranista a tutto questo è patetica, come lo sono le attese italiane per una diversa condotta trumpiana, ispirata magari all'amicizia e alla simpatia verso il nostro paese. La risposta europea, invece, ha senso, anche nella versione Starmer e Macron, cioè europea solo in senso geografico. Vale per la moneta, per il commercio e per evitare invasioni da parte dei vicini.