Maysa e i bimbi di Gaza: così l’arte diventa terapia
| DI Antonella Mariani
La telecamera del telefonino si sposta dal bel viso di Maysa, incorniciato da un velo chiaro, allo spazio intorno a lei. C’è una sola piccola stanza rimasta in piedi, ricolma di masserizie. Accanto, macerie e brandelli di muro. E, in mezzo al grigio della desolazione, appesi a quei brandelli, tanti disegni. E impronte di mani infantili verniciate di rosa e azzurro: sono le manine dei bambini di Gaza, che Maysa Yousef accoglie tutte le settimane tra le rovine di quello che prima della guerra era il suo atelier. Lei è una artista affermata, i suoi lavori sono in vendita online nelle case d’asta più rinomate, è conosciuta per i suoi dipinti e i collage con materiali diversi classificati come “realismo magico”. Ma adesso… «Ho perso la mia casa tre volte, altrettante sono fuggita con i miei tre figli e mio marito – dice ad Avvenire in un collegamento video su Whatsapp -. Nei bombardamenti e nelle fughe ho perso tutti i miei lavori, le certificazioni e le attestazioni ottenute negli anni».
Ma non è quello che conta. Conta sopravvivere. «All’inizio ho iniziato con 8 bambini, quando ero sfollata al nord. Ora sono tornata nel mio quartiere, Deir El-Balah, al centro della Striscia. I bambini sono 35. Arrivano qui ogni settimana e li faccio cimentare con colori e collage».
L'artista Maysa Yousef nel suo atelier bombardo a Gaza con i bambini che seguono i suoi laboratori - M.Y.
I bambini di Gaza disegnano farfalle, tante farfalle colorate. Ma chi li disegna non vola da nessuna parte: tutte le scuole di Gaza sono distrutte o convertite in rifugi, non ci sono posti sicuri dove giocare o stare insieme ai coetanei. Nemmeno la casa di Maysa è sicura, ma «i bambini hanno bisogno di venire qui. Disegnano e parlano di ciò che provano, delle loro paure, dei loro desideri». Grazie alla sua fama, sono stati attivati diversi gemellaggi tra i piccoli allievi e i coetanei di altri Paesi: con un gruppo a Londra i bambini si scambiano disegni di abbracci, con un altro in Italia lettere e pensierini.
Con la Comunità monastica di Marango di Caorle, in Veneto, è nata una bella amicizia ed è stata allestita la mostra itinerante “Lettere al cielo”, la quale sarà riproposta il 21 giugno a Mestre in occasione del festival in Movimento, organizzato da Refugees Welcome. La Comunità Monastica assieme ad Assopace Palestina Veneto è riuscita a far partire una fornitura di materiali artistici per il disegno fortunosamente arrivati a destinazione con l’aiuto del libraio stampatore di Gaza, Ramadan Elnajeli.
Un ritratto dell'artiza di Gaza Maysa Yousef - Facebook di Maysa Yousef