Logo La Nuova del Sud

I miracoli di Dio dimenticati

Siamo arrivati all’ottavo trattato di Agostino sul Vangelo di Giovanni. Inizia il commento del secondo capitolo: “Furono fatte le nozze a Cana di Galilea”...

|
I miracoli di Dio  dimenticati
Siamo arrivati all’ottavo trattato di Agostino sul Vangelo di Giovanni. Inizia il commento del secondo capitolo: “Furono fatte le nozze a Cana di Galilea”.Che c’è da meravigliarsi, chiede all’assemblea, se Cristo ha trasformato l’acqua in vino? In effetti, “è lo stesso Colui che fece il vino in quel giorno nelle nozze, in sei idrie, e che ogni anno lo fa nelle viti. Come ciò che i servi hanno messo nelle idrie fu mutato in vino per opera del Signore, così anche ciò che le nubi versano si trasforma in vino per opera dello stesso Signore”.E allora, come mai siamo così miopi da non riconoscere un miracolo abituale, immenso, mentre abbiamo bisogno di qualche cosa di straordinario?Concretamente, “ciò che avviene ogni anno, con l’assiduità ha perso il senso dell’ammirazione. Se si considerasse la forza di un solo grano di qualunque seme, è una cosa davvero grande. Ma poiché gli uomini, intenti ad altro, persero la considerazione delle opere ordinarie di Dio, in cui dare lode ogni giorno al Creatore, è come se Dio si fosse riservate certe cose inusitate che facessero in modo da svegliare, per così dire, gli uomini che dormivano, al fine di venerarlo con maggiore meraviglia”.Del resto, precisa Agostino, quanti ogni giorno nascono! E chiede ai fedeli se è maggior miracolo il fatto di far nascere ogni giorno chi non c’era o il risuscitare un morto? E il miracolo dell’intera Creazione! E il miracolo della creazione dell’anima di ogni persona umana!Quell’anima umana “alla quale Dio ha conferito l’intelletto mediante il quale conoscere il suo Creatore, di discernere il bene e il male, il giusto e l’ingiusto”. L’anima! Che miracolo! È la forza vitale della carne umana, che il Verbo di Dio, facendosi Uomo, ha assunto come uno sposo la sua sposa: “Il Verbo è lo sposo e la carne umana è la sua sposa” (Verbum sponsus et sponsa caro humana”).Quale arditezza! Prosegue: “Ed entrambi sono l’unico Figlio di Dio e il medesimo Figlio dell’uomo”. Ma dove sono avvenute le nozze tra Dio, nella persona del Figlio, e la carne umana? Splendida la risposta: “L’utero della Vergine è il suo talamo, dove è stato fatto il capo della Chiesa: di lì ha avanzato come sposo dal suo talamo”. Da quel talamo è venuto nel mondo il Figlio di Dio fatto uomo. Dio in tutto. Uomo in tutto. In quanto Dio aveva solo il Padre e non una madre. In quanto uomo ha avuto una Madre e non un padre. Maria era madre della carne di Gesù, non della sua divinità. Di conseguenza, il miracolo operato da Gesù alle nozze di Cana non fu operato dalla sua infermità, cioè dalla forza della carne, ma dalla potenza della sua divinità!† Giuseppe ZentiVescovo emerito di Verona

Ultime Notizie di Aforismi

Cristo è venuto in terra senza lasciare il cielo

Cristo è venuto in terra senza lasciare il cielo

Con i suoi fedeli Agostino non manifestava mai fretta di sbrigare in poche battute i testi biblici che intendeva commentare. Li sviscerava, per attingervi i messaggi segreti importanti per la vita di fede...

Entra nel sacrario della tua mente

Entra nel sacrario della tua mente

Agostino sollecita gli ascoltatori ad approfondire il senso delle Scritture e a non accontentarsi della superficie di ciò che esse a prima vista dicono: “Pensiamo che la Scrittura di Dio sia come un campo, dove vogliamo edificare. Non siamo pigri e non accontentiamoci della superficie: scaviamo più in profondità, finché perveniamo alla Pietra. ‘La Pietra poi era Cristo’”...

Siamo stati fatti non solo cristiani, ma Cristo

Siamo stati fatti non solo cristiani, ma Cristo

Rivolgendosi ai suoi fedeli, agricoltori, pescatori, pastori, commercianti, Agostino aveva coscienza dell’arditezza degli argomenti che stava trattando. Di conseguenza, supplica Dio di aiutarlo a dire cose vere, mai false. Anche perché, precisa, “è meglio non conoscere piuttosto che errare, benché sia meglio sapere che non sapere”...

L’unico Sposo da amare è Cristo

L’unico Sposo da amare è Cristo

In compagnia di Agostino siamo giunti al trattato 13 sul Vangelo di Giovanni. Da notare però che nel frattempo aveva sospeso il commento al Vangelo per dedicarsi ai dieci commenti alla Prima lettera di Giovanni, che noi prenderemo in esame al termine del percorso sul Vangelo...

Cristo ci ha salvati con il segno dell’umiltà: la croce

Cristo ci ha salvati con il segno dell’umiltà: la croce

Agostino commenta ai suoi fedeli di Ippona il Vangelo di Giovanni. Tratto per tratto. Nel suo terzo incontro commenta il testo: “Dalla sua pienezza abbiamo ricevuto grazia su grazia”. Quale grazia? La salvezza, grazie all’umiltà subita mediante la croce: “Siamo uomini cristiani. E se cristiani, certo con lo stesso nome, appartenenti a Cristo. Portiamo sulla fronte il suo segno, del quale non ci vergogniamo, se lo portiamo anche nel cuore”...