“Calenda? Nel centrodestra starebbe bene. Dipende da lui”. Parlano i forzisti Nevi e Cattaneo

Redazione Online
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|1 mese fa
Foto ANSA
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Carlo Calenda in Forza Italia? “Potrebbe starci. Condividiamo un’impostazione valoriale, anche su moltissimi punti del programma”. Raffaele Nevi, deputato e portavoce degli azzurri, apre le porte del partito al leader di Azione. E’ lo stesso ministro e segretario di FI Antonio Tajani a spingere per una maggiore espansione al centro. A partire dalle elezioni comunali di Torino e Milano, dove il vicepremier ipotizza la candidatura di due candidati civici con l’obiettivo di allargare il perimetro di Forza Italia e incassare il sostegno del senatore romano. “Non solo lui. Noi – dice Nevi – pensiamo che in quelle città ci sia il bisogno di allargare al mondo civico, ma anche a Luigi Marattin e alla realtà dei riformisti. Soprattutto quelli scontenti del centrosinistra, dimenticati da Elly Schlein”.
A Milano, l’accordo potrebbe essere facile. A dicembre Azione è stata esclusa dal rimpasto della giunta di Beppe Sala. A vedersi sbattere la porta in faccia era stato Francesco Ascioti, segretario milanese di Azione, fino a poco prima in predicato di entrare nella squadra di governo cittadino. Il veto di Pd e i Verdi ha allungato ancora di più le distanze fra il partito calendiano e il resto delle forze di centrosinistra dentro Palazzo Marino. Con buona pace dei dem milanesi più moderati, che rischiano di vedere ora un alleato in meno. Lo strappo infatti apre un varco interessante per gli azzurri, sempre con la regia del coordinatore regionale lombardo Alessandro Sorte.
Da Roma, nel frattempo, si guarda al modello Basilicata. Dove il generale in pensione e governatore uscente Vito Bardi ha vinto anche grazie ai voti di Azione e Iv. “Abbiamo fatto accordi anche con il partito di Renzi in alcune realtà territoriali, possiamo replicarli. Il tentativo è quello di allargare il centrodestra e costruire un’alleanza programmatica”. Anche su scala nazionale? “E’ un po’ più complicato. Calenda ha una sua posizione ben chiara, e la Lega potrebbe non essere d’accordo. Per noi l’alleanza di centrodestra non è in discussione”. Unità prima di tutto, secondo Nevi. Intanto i temi su cui Azione concorda con Forza Italia non sono pochi: “Principalmente politica estera, ma anche sull’economia, il rapporto pubblico-privato, l’impostazione non ideologica sulle politiche ambientali. Sono tante le cose su cui ci può essere un’intesa”, spiega il portavoce azzurro. Tuttavia, da qui a vedere il simbolo di Azione accanto a quello di Forza Italia sulla scheda delle prossime politiche ce ne vuole. “Non bisogna fare schemini sulla base delle simpatie e delle antipatie. Contano i programmi, contano i progetti sui quali fondare poi le alleanze – osserva Nevi – e mi pare che Calenda per ora abbia manifestato l’intenzione di rimanere, devo dire coerentemente, al Terzo polo. E quindi lo rispettiamo”.
Se Nevi apre alla società civile, Alessandro Cattaneo si spinge anche più in là. “Non per forza si deve puntare su un civico. Un candidato politico di Forza Italia non pregiudicherebbe certo un’apertura a Calenda”, afferma il deputato e responsabile del settore Dipartimenti di Forza Italia. Del resto, aggiunge, “anche Azione rimanda spesso a principi e valori liberali. E chi è più liberale di un nome di Forza Italia?”. Bene l’allargamento, a patto che non si metta in discussione il centrodestra. “Deve scegliere lui se abbracciare questo alveo o meno”, dice ancora Cattaneo, che estende l’invito a tutti i liberali. Già a luglio aveva spalancato le porte al leader del partito Liberaldemocratico, vicinissimo a Calenda negli ultimi mesi: “Abbiamo bisogno all’interno della coalizione di centrodestra di una maggiore forza dei liberali. Caro Marattin, non è il pianeta più grosso ad andare verso quello più piccolo, ma è il contrario”, aveva detto in diretta a Omnibus, su La7. Cordiale invito a cui l’ex renziano aveva risposto col sorriso: “Sei un para...”. Oggi il forzista, ex sindaco di Pavia, rilancia e sottolinea: “Noi siamo centripeti, disponibili senza paura ad allargare e ad accogliere, specialmente se c’è una piattaforma comune di valori su tanti temi strategici. Dobbiamo allargare la coalizione a liberali e moderati. Noi – conclude il deputato – possiamo farlo più di tutti. Ma è una decisione che devono prendere loro, al di là dalla barricata”. Palla al centro.

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