Ha
patteggiato tre anni di reclusione, quattromila euro di multa e si è impegnato a risarcire la vittima. Si è chiuso così il processo a carico di
Alket Bafti, il ragazzo albanese che
la sera del 16 aprile 2017 davanti a un bar di Alseno sparò un colpo di pistola a un giovane marocchino che rimase ferito a una gamba e tuttora riporta le conseguenze di quell’episodio.
La causa sarebbe stata un’
occhiata di troppo alla fidanzata di Bafti. Subito dopo, l’aggressore e la compagna fuggirono, la quale pochi giorni dopo si costituì ai carabinieri in Liguria.
La latitanza dell’albanese è durata oltre un anno fino a quando
è stato rintracciato e incarcerato in Germania dove viveva, probabilmente dagli ultimi mesi del 2017, con un nome falso. Un furto gli è costato l’arresto e un’impronta digitale ha rivelato la sua vera identità.
A processo c’erano anche le sette persone accusate di averne favorito fuga e latitanza: la
fidanzata e sua
madre sono state condannate a
sei mesi con il rito abbreviato, mentre gli altri (ossia coloro che lo avevano ospitato nei giorni immediatamente successivi al fatto) sono stati rinviati a giudizio. Tutti e cinque respingono le accuse.