Abbiamo letto con un certo sbalordito divertimento, o forse era solo uno sbadiglio prolungato davanti a tanta ripetitività schematica, commentatoresse e commentatoroni scrivere cose come: “La canea che avrebbero fatto se #Amadeus fosse andato via dalla #Rai durante un governo non guidato da loro. Le dimissioni che avrebbero chiesto. I danni che avrebbero evocato”. Oppure: “#TeleMeloni. Va avanti il proficuo ‘lavoro di riequilibrio’”. Ma a parte un titolo forzoto della Stampa, “Mister 100 milioni”, che ha indotto persino sua democristianitudine a rintuzzare, “la gente ora pensa che lui guadagnerà 100 milioni, ma non è così”, è bizzarro che sul trasferimento del Lautaro Martinez dei conduttori Rai a Discovery si sia straparlato di pasticci, bisticci, e ovviamente delle immancabili mani delle destre sulla tv pubblica. Che Amadeus abbia ricevuto un’offerta di quelle irrinunciabili, e non nel senso del Padrino, tale da fargli fare lo stesso salto che anche Mike Buongiorno fece ai tempi di Berlusconi, non sembra argomento bastante e sufficiente. Eppure quando il povero Mancio, per la stessa motivazione e etica – stufo di qua, tanti soldi di là – se ne andò in Arabia Saudita, fu poco meno che linciato per immoralità. (Ma col Mancio dare la colpa a Meloni proprio non stava in piedi).