Vieni a cena e ti parlo di referendum. E’ imperativo informare gli italiani sul motivo per cui dovrebbero andare a votare il 22-23 marzo ma non è detto che lo si debba fare attraverso convegni o dibattiti in teatri e cinema.
“Welcome to dinner”: si chiama così l’iniziativa organizzata dalla deputata Naike Gruppioni di FdI. Tutti in piedi davanti a un rinfresco in piazza san Lorenzo in Lucina a Roma, con i deputati Andrea Delmastro ed Edmondo Cirielli e il costituzionalista Alessandro Sterpa per chiacchierare sul contenuto della riforma della giustizia. Botta e risposta, “è un format che serve – spiega la deputata – per far sì che i cittadini, che votino a favore, contro o che siano indecisi, possano interagire”. Insomma, “mettersi in gioco” davanti a qualche tartina per arrivare a un “serenamente sì”: “utilizzeremo questa formula anche in altre città come Napoli e Ferrara, c’è una lunga lista di invitati che hanno aderito”. Insomma, non ci sono solo i confronti che organizzano i comitati, come quello che avrà Nicolò Zanon, ex vicepresidente della Consulta con l’ex magistrato Gherardo Colombo a Milano. Non ci sono solo le maratone oratorie che hanno portato avanti i “magistrati del sì” davanti a Palazzo Chigi e gli organizzatori del “Sì separa” davanti alla Corte di cassazione.
C’è il treno organizzato da Forza Italia, i caffè dell’azzurra Deborah Bergamini e le iniziative delle parrocchie, come quella di Sant’Eugenia a Roma che ha deciso di invitare l’otto marzo per un tè la leghista Simonetta Matone, il senatore di FI Pierantonio Zanettin e la senatrice di FdI, Lavinia Mennuni. In attesa che scenda in campo la premier Giorgia Meloni (molto probabile la sua partecipazione alla kermesse di FdI a Milano, il 12 marzo) che per ora ha preferito parlare in tv mentre il sottosegretario alla presidenza del Consiglio il 10 si farà intervistare al centro studi americani di Roma. E aspettando che i partiti definiscano l’organizzazione della chiusura della campagna referendaria (possibile un evento di FdI), anche se al momento si esclude che i leader del centrodestra possano farsi vedere insieme sullo stesso palco.