E’ arrivata dalla Galleria nazionale delle Marche di Urbino la deliziosa Madonna di San Simone, opera di Federico Barocci (1567) che ora troneggia in tutta la sua maestà di 3 metri per 2 nella Sala Alessi di palazzo Marino. Regalo del Comune ai cittadini, mentre per i “circenses” d’altri tempi la porta è chiusa: non butto un milione per il concerto di Capodanno, ha detto forte e chiaro Beppe Sala. In compenso la Madonna di San Simone la si potrà ammirare, gratis, fino al 12 gennaio, gran regalo per milanesi e turisti di passaggio, ora parecchio indaffarati a fotografare l’albero griffato Dior sotto l’Ottagono. Mentre la Scala, spacchettata la facciata e rivelato il fondo blu del timpano col Carro di Apollo, si apparecchia per la Prima verdiana (rammaricata, a dire il vero, per l’assenza del presidente Mattarella), a Palazzo Marino si fanno i conti con le mostre.
Tutto sommato, un buon bilancio. “Mi aspetto di chiudere con 3 milioni di visitatori totali, tra Palazzo Reale e i musei civici”, annuncia Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura. Numeri in linea con lo scorso anno e tanti ringraziamenti a D&G (la mostra di Dolce & Gabbana a Palazzo Reale, da sola, ha staccato 174 mila biglietti). La vera mostra-star del momento, quella che ha oscurato tutti i concorrenti (Picasso incluso), è però quella su Munch: a Palazzo Reale si registrano code fisse in entrata e la previsione – lo conferma al Foglio Iole Siena, presidente di Arthemisia, che produce la mostra con 100 opere top dal Munch-Museet di Oslo – è di arrivare alla chiusura di fine gennaio con 270 mila biglietti staccati (sarebbe un piccolo grande record per Milano). Per restare sul blockbuster, settimana prossima “Labyrinth”, mostra-spettacolo di Tim Burton, occuperà la Fabbrica del Vapore, ma né il regista né la di lui compagna Monica Bellucci taglieranno il nastro.
A spulciare il programma espositivo 2025, non rileviamo particolari vette, ma vanno appuntati in agenda Felice Casorati a Palazzo Reale a febbraio e Shirin Neshat a marzo al Pac, mentre in autunno “Appiani. Lo splendore di Milano da Parini a Napoleone” pare titolo interessante. Il meglio, par di capire, arriverà nel 2026 con le “mostre olimpiche”: Anselm Kiefer inaugurerà idealmente i Giochi invernali con un’installazione in Sala delle Cariatidi. E al Castello Sforzesco finalmente riaprirà la leonardesca Sala delle Assi.