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Cambiano i costumi dei bambini. Ogni tempo esprime il suo spirito

Una volta gli eroi erano pochi e i costumi di carnevale riflettevano il carattere prima che la moda. Notevolmente gettonato nelle scelte dei bambini (avallate dai genitori) era Zorro, seguito da Pierrot e Arlecchino (scelti dai genitori e basta), cowboy a profusione, diversi indiani e qualche pirata...

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Una volta gli eroi erano pochi e i costumi di carnevale riflettevano il carattere prima che la moda. Notevolmente gettonato nelle scelte dei bambini (avallate dai genitori) era Zorro, seguito da Pierrot e Arlecchino (scelti dai genitori e basta), cowboy a profusione, diversi indiani e qualche pirata. Discorso a parte per le cento sfumature pastello di fatine/principesse, in fondo indistinguibili perché bastava cambiare gli accessori e il vestito andava bene lo stesso. Negli anni ha guadagnato posizioni l’Uomo ragno, mentre Batman è rimasto più di nicchia. E parliamo degli “evergreen”, perché se si aprisse il vaso di Pandora degli eroi stagionali avremmo un profluvio di Tartarughe ninja e di Super Sayan, oltre all’infinito e inesauribile assortimento di personaggi Disney. Per molti di noi il carnevale era la prima occasione in cui le femmine potevano esibire trucco e parrucco (nel vero senso della parola) e i maschi ingaggiare tra loro battaglie senza quartiere a base di coriandoli. Ogni generazione ha i suoi punti di riferimento ed è evidente che la televisione gioca un ruolo sempre più pressante nelle scelte. Allo stesso modo, se per molte infanzie il costume di carnevale era qualcosa da andare a scegliere in un grande magazzino, oggi con due clic è possibile farsi recapitare a casa qualunque cosa. Le possibilità sono inenarrabili e sottoposte solo al giudizio del buon gusto, ormai soggettivo, ma rivendico che il bimbo zombie continua a farmi un po’ senso. Insomma, tecnicamente sarebbe un bambino morto, per dire. Non mi sembra così giocoso. A vedere le fotografie che in questi giorni popolano i social si direbbe che i bimbi di oggi siano precocemente adultizzati. Oppure che i genitori ne facciano vittime inconsapevoli di concorsi interni su Instagram. La voglia di stupire e di presentare qualcosa di unico spinge l’eccentrico a confini surreali. Voglio conoscere i due innocenti che davvero hanno implorato i genitori di travestirli da Maria De Filippi e Maurizio Costanzo. Oppure la bambina immortalata serissima in azzurro polvere, perle, cappellino e borsetta: una perfetta “mini me” della regina Elisabetta. La creatività partenopea vince a mani basse questa bislacca classifica, esibendo una carrellata di bambini che ripropongono fedelmente tutte le professioni e i personaggi possibili, in una sorta di presepe spensierato che si riversa nelle strade. Immancabile  il dominatore di Sanremo: ecco il mini Gabbani con compagno gorilla. Trionfatore incontrastato sul web è però il bimbo sulla microcar bianca vestito da Papa, con annesse guardie di sicurezza mignon che lo scortano compunte, pettinate con la riga e munite di cartellini identificativi. Omaggio a Francesco o faciloneria? Intanto prendiamolo come un buon augurio per il bambino in bianco che, peraltro, la papamobile se la guida da solo.

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