Le
Nazioni Unite celebrano quest'anno il loro
ottantesimo anniversario, ma secondo la stessa organizzazione non c’è molto da festeggiare perché è nel mezzo di una “tempesta perfetta”, ha detto Tom Fletcher, il massimo funzionario delle Nazioni Unite per gli aiuti umanitari e di emergenza:
l’Onu è “sottofinanziato, sovraccarico e sotto attacco”, dall'anno scorso ha perso il 40 per cento dei suoi finanziamenti, soprattutto dagli Stati Uniti. Dovrà tagliare 500 milioni di dollari dal bilancio del prossimo anno e perdere il 20 per cento del suo personale. Sul piano politico,
il Consiglio di sicurezza è in una situazione di stallo sulle guerre in
Ucraina e nella
Striscia di Gaza. Per questo le Nazioni Unite sono “in caduta libera”: i P5 – i
cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza (Cina, Francia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti) – sono in
disaccordo sulle guerre a Gaza e in Ucraina, sulla diplomazia nucleare con l'Iran e sulle crisi dal Sudan al Myanmar,
ha scritto in un editoriale sul Time il direttore dell'International Crisis Group delle Nazioni Unite, Richard Gowan.
Lunedì 22 anche la Francia, dopo Regno Unito, Canada e Australia
ha confermato formalmente il riconoscimento dello stato di Palestina in una conferenza co-ospitata da Francia e Arabia Saudita, che nonostante si sia svolta fuori dal Consiglio di sicurezza ha assunto una forte valenza simbolica – Israele, Stati Uniti, Germania e Italia non hanno partecipato. Anche i
leader di Belgio, Lussemburgo, Malta, San Marino e Andorra che hanno rilasciato annunci simili alla conferenza per
promuovere una soluzione a due stati. Oggi, martedì 23, invece inizia a New York il primo giorno di discorsi della settimana dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, che finirà lunedì 29 settembre: si riuniranno oltre 140 leader mondiali e alti funzionari provenienti da Ucraina, Russia, Cina, Iran, Siria, Israele e Corea del nord, il tema del dibattito è "Meglio insieme: 80 anni e più per la pace, lo sviluppo e i diritti umani".
Il primo intervento sarà del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, alle 15:00 italiane (9:00 ora di New York), seguito dalla presidente dell'Assemblea Generale Annalena Baerbock. Parleranno poi il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Parleranno anche il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e i leader di Giordania e Qatar. Nella sessione pomeridiana dell'incontro, prenderà nuovamente la parola il leader francese Emmanuel Macron e, tra gli ultimi, il presidente polacco Karol Nawrocki. Oggi il Consiglio di sicurezza dovrebbe tenere anche una riunione sulla guerra a Gaza e sulla situazione della sicurezza in medio oriente e un'altra sull'Ucraina.
Il discorso più atteso della giornata è quello del
presidente ucraino Volodymyr Zelensky, seguito dal presidente iraniano
Masoud Pezeshkian, che secondo una dichiarazione del suo consigliere politico sarà presente all'Assemblea. Mercoledì dovrebbe anche segnare il debutto alle Nazioni Unite del nuovo presidente siriano,
Ahmed al Sharaa. In serata è previsto l'intervento della premier italiana
Giorgia Meloni.Giovedì ci sarà tra gli interventi una dichiarazione preregistrata del presidente dell'Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas – Trump ha negato i visti alla sua delegazione, ma l'Assemblea Generale ha votato a larga maggioranza per consentire ai rappresentanti palestinesi la partecipazione da remoto. Secondo i media sudanesi è questa la giornata in cui dovrebbe intervenire anche il primo ministro sudanese Kamil Idris.
Venerdì mattina sarà il turno del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: si prevede che risponderà ai riconoscimenti formali dello stato palestinese dei giorni precedenti e che incontrerà il presidente americano a margine dell'Assemblea. Seguiranno il premier cinese Li Qiang, il primo ministro britannico Keir Starmer e il ministro degli Esteri indiano, S. Jaishankar.
Sabato è previsto un intervento del primo Ministro canadese Mark Carney. Anche il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov dovrebbe pronunciare un discorso in sostituzione del presidente Vladimir Putin nella sessione mattutina della giornata, seguito dal ministro degli Esteri venezuelano Yvan Gil.
Alla fine della settimana sono attese le dichiarazioni dei rappresentanti dell'Afghanistan e del Sud Sudan, ma ancora non è ancora chiaro da chi saranno rappresentati.