Schlein d'Atreju. Per un sondaggio Youtrend avrebbe perso il duello con Meloni (e anche con Conte). La segreteria Pd fantasma

Carmelo Caruso
Carmelo Caruso
|1 mese fa
Schlein d'Atreju. Per un sondaggio Youtrend avrebbe perso il duello con Meloni (e anche con Conte). La segreteria Pd fantasma
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Il Pd è al parmigiano. E’ cominciata “con sfido Meloni ad Atreju” e si sta concludendo con l’Assembla Pd ragù e fettuccine: più Bonaccini e Emilia-Romagna. Elly Schlein avrebbe dovuto accettare la sfida a tre, ad Atreju, anche solo per farsi conoscere. Esiste un sondaggio di Youtrend e racconta che Meloni avrebbe battuto tutti e Conte superato Schlein.
Primo dato: Meloni è ritenuta più convincente di Schlein e lo pensa quasi un italiano su due (il 48 per cento). Secondo: Schlein nell’eventuale duello diretto con Meloni risulta la meno convincente (è l’opinione del 44 per cento degli intervistati). Terzo, Conte se la sarebbe cavata meglio ma non è trainante come si pensi. Cosa c’è di meglio che smentire i sondaggi, gli oroscopi?
Per Schlein non era forse meglio correre ad Atreju, sfidare Meloni? Non era meglio salire sul palco insieme a Conte, piuttosto che inseguire alla Camera l’ex sottosegretario del governo gialloverde, Michele Geraci, l’inventore della Via della seta di Conte? (lo abbiamo visto ieri dare il suo numero di telefono a Schlein e a Igor Taruffi). Vediamo il sondaggio. Youtrend ha formulato una domanda secca su Atreju: “Secondo te in un dibattito a tre, chi sarebbe stato il più convincente e il meno convincente?”. Il risultato finale: Meloni batte tutti. Per il 48 per cento sarebbe stata più convincente. Conte lo sarebbe stato per il 24 per cento e Schlein arriva terza, medaglia di bronzo. Solo il 13 per cento degli intervistati pensa che lo scontro lo avrebbe dominato la segretaria del Pd. Il problema è che anche all’interno del Campo largo, Conte supera Schlein. Se si scende nel dettaglio si scopre che per gli elettori di centrosinistra Conte sarebbe stato più convincente (36 per cento) di Schlein (30 per cento). Spiegano i dotti di Youtrend che Conte domina il suo M5s (l’84 per cento lo reputa convincente) e che è il meno divisivo ma anche il meno competitivo fuori dal suo bacino naturale. Sintesi: c’è una leader di governo, Meloni, pienamente riconosciuta, e due leader d’opposizione che hanno, rispettivamente, un consenso solido ma confinato (Schlein nel Pd e Conte nel M5s; e Conte non riesce a trasformarlo in spinta competitiva nazionale). Il confronto ad Atreju? Sanno tutti come è andata. E’ andata che dopo “il vedo” di Meloni (sfido entrambi) Schlein ha deciso di rinunciare perché Meloni “fugge dal confronto”. Schlein si sta dedicando all’Assemblea Pd di questa domenica, un’assemblea da parata. Lo statuto non si cambia ma i delegati saranno costretti ad ascoltare tutta la spataffiata di Schlein, la sua relazione (nelle stesse ore Meloni sarà ad Atreju). In questa spataffiata, che ovviamente si dovrà votare, si prevede il solito brodo contro il governo (ormai si conosce a memoria). La grande novità sarebbe l’ingresso in maggioranza di Bonaccini che sterilizza di fatto l’operazione del Correntissimo di Montepulciano (Franceschini-Orlando-Speranza). Se entra Bonaccini il Correntissimo si fa bonaccia. Gli unici che si tengono alla larga sono gli strepitosi compagni Enzo Amendola-Matteo Orfini (“non ci invitano neppure per un tè e due biscotti. Chiederemo a Maurizio Lupi”). C’è da ridere ma per ben altro motivo. Di fatto si sta parlando di chi entra in segreteria e di chi esce. Piero De Luca dovrebbe entrare al posto di Marco Sarracino (ma quante cariche dovrebbe avere De Luca? Come fa il beniamino instancabile?). Fa sorridere questa ambizione a entrare in segreteria, una segreteria che nel giro di un anno si è riunita … Domanda al Pd, ai parlamentari: quante volte? Risposta: “Tre volte. Forse quattro”. L’ultima erano videocollegati. Di alcuni, detto con profondo rispetto, non si conosce neppure il volto, come Stefania Bonaldi (cara segretaria, e mandali avanti! Non ci sei solo tu!). Ebbene il grande scossone del Pd è un’ennesima frattura di microcorrenti. Energia Popolare, di Bonaccini, detta anche Energia Litorale, al suo interno è divisa fra Piero De Luca e Andrea De Maria, il deputato emiliano più vicino a Bonaccini. In Lombardia i riformisti di Guerini si sono separati dai riformisti di Bonaccini. Sapete chi sono i grandi elettori della corrente Bonaccini, l’emiliano? Sono i campani Lello Topo e Mario Casillo. Atreju poteva segnare la nascita di Schlein come underdog. Rimane invece un sondaggio e rimane l’amaro in bocca, anche solo per poter dire: cari giornalisti, e sondaggisti, ancora una volta non mi avete vista arrivare. Questa volta è Schlein che non è partita.

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