La sfida propagandistica sulla situazione della guerra in Ucraina. C’è una forte spinta che parte da Vladimir Putin e arriva all’ultimo agente propagandista nel mondo occidentale per dire che l’avanzata russa è ormai inarrestabile. Sembra un tentativo rivolto non solo all’esterno ma anche all’interno per fermare i nuovi aiuti internazionali all’Ucraina e per tenere un minimo livello di credibilità per il Cremlino. Dalla Romania arrivano, intanto, utili batterie antimissile. E nel governo ci sono molti cambi.
E così certifica la nascita di una maggioranza che comprende sì elementi socialisti e dei vari gruppi centristi e liberali ma nella quale possiamo contare anche i lepenisti. È furioso (ma lo sarebbe stato per qualunque nomina) Jean-Luc Mélénchon, che se la prende coi fossili della politica. Lasciamolo nella sua marginalità e godiamoci, invece, l’esperimento trasformista francese. A Barnier non mancano le capacità negoziali, come ha mostrato nella lunghissima, sfiancante, trattativa sulla Brexit, da lui gestita ovviamente sul lato europeo con un interessante fusione di cavillosità e di sapienza politica. Uno così, con quella faccia da ministro, sempre in nome della stabilità europea e dello sviluppo della Francia, i baldanzosi lepenisti come Jordan Bardella se li mette in tasca.