“Maybe The Beach Boys”, cantava quell’altro, californiano ma soltanto adottivo, mentre celebrava un diverso addio, tutto suo, scherzando pure sull’addio di Caroline No. Ora che è venuto il momento di un ulteriore addio californiano,
l’addio a Brian Wilson, il fondatore o meglio inventore e sognatore dei Beach Boys, insomma
il mito stesso della California, degli anni Sessanta, spiagge amore e libertà, c’è qualcosa che suona ineluttabile, definitivo ben oltre la malattia, la demenza, che a 82 anni ha chiuso il conto col mito fondativo della musica della Costa. E l’ineluttabile, il disturbante, riguarda l’altro addio, il mito della California democratica e libertaria che sta andando a fuoco in questi giorni, brutalizzato dalla Guardia Civile e dalle deportazioni di Trump. Il mito della California, “l’ideologia californiana” è già bello che crollato altre volte, e solo qualche mese fa se n’è letteralmente andato a fuoco, per giorni e giorni, nel più grande incendio urbano dai tempi di Nerone. Quante volte abbiamo perso l’innocenza, noi che abbiamo per una vita sognato California? Ma stavolta, l’addio a Brian Wilson, il patriarca della musica che ci è girata intorno, ha qualcosa di più irreparabile. Niente sarà più giocoso come l’estate senza fine di quei ragazzi sulla spiaggia.