A Belgorod, la regione russa più bersagliata dall'inizio della guerra di Mosca contro l'Ucraina, e a Kursk sono stati oggi registrati nuovi attacchi e combattimenti armati. Sui social da stamattina circolano foto e video di bombardamenti e di edifici in fumo, e un video in cui Maksimillian Andronnikov, vice comandante della Legione Libertà della Russia, dice che l'incursione sarebbe stata programmata in vista delle elezioni presidenziali a Mosca, di aver attraversato dall'Ucraina il confine con la Russia nella notte e di aver combattuto nelle regioni di confine. Si sono definite "forze di liberazione" e hanno affermato di aver preso il controllo che due villaggi russi, poi poco dopo Mosca ha smentito dicendo di aver respinto l'attacco uccidendo "oltre 234 militari nemici, sette carri armati e 20 veicoli blindati".
"La Legione sta andando alle elezioni, aspettateci", dice Andronnikov nel video, secondo i miliziani gli attacchi sarebbero stati programmati per coincidere con le elezioni presidenziali russe, dal 15 al 17 marzo. Di questi gruppi si sa poco: il Battaglione siberiano si sarebbe formato nel maggio dello scorso anno, mentre il Corpo dei volontari russi e la Legione per la Russia libera sarebbero attivi già dal 2022. I combattenti di tutti e tre i gruppi dicono di essere russi residenti in Ucraina, ma l'esercito ucraino ha negato qualsiasi coinvolgimento. Andriy Yusov, portavoce dell'intelligence militare di Kyiv, ha precisato che i gruppi paramilitari sono "organizzazioni completamente indipendenti" di cittadini russi e quindi operano "in patria".