“Il carcere di Piacenza è il peggiore della regione. Non ho visto nessun inserimento al lavoro esterno di detenuti in tre anni. Questo non è accettabile”. A dirlo è il garante per i detenuti dell’Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri, durante l’incontro a Bologna di tutti i garanti della regione per fare il punto sulla situazione carceraria.
“La criticità più marcata del carcere delle Novate di Piacenza riguarda la presenza eccessiva di detenuti con problemi di tossicodipendenza (circa l’80 per cento della popolazione carceraria ha problemi di dipendenza) – aggiunte la garante dei detenuti del carcere di Piacenza, Maria Rosa Ponginebbi -. A seguire queste persone c’è un solo sanitario che entra nella struttura un solo giorno alla settimana. Servono poi lavori di ristrutturazione, in particolare, nel vecchio padiglione”.
“Il problema del sovraffollamento nelle carceri è pressoché ingovernabile, da anni si cercano vie d’uscita ma senza risultati – prosegue Cavalieri -. In Emilia-Romagna negli ultimi tre anni la popolazione carceraria è aumentata di 500 unità, come se fosse nato un nuovo carcere di cui non ci siamo accorti, un carcere virtuale, superando così le 3.800 presenze permanenti. Una situazione insostenibile, la gestione dei detenuti è sempre più complicata, così come l’attuazione dei percorsi a loro dedicati. Serve cambiare passo – conclude il garante regionale -, il sistema carcerario regionale non funziona: ancora irrisolto il problema del sovraffollamento, spazi inadatti per il recupero del detenuto, carenza di personale, fabbricati da rivedere”.
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