Tra scienza e fantascienza, un gioco da tavolo di grande successo sfida i giocatori a rendere il Pianeta Rosso abitabile
A Donald Trump si possono muovere moltissime critiche, ma non quella di non fare di tutto per realizzare i propri sogni. Nel corso della sua vita ha recitato in film, partecipato a trasmissioni tv, è stato protagonista di eventi di wrestling della WWE ed è diventato due volte Presidente degli Stati Uniti. Proprio durante il suo secondo discorso d’insediamento alla Casa Bianca, lo scorso 20 gennaio, ha svelato il suo prossimo traguardo: portare un astronauta americano sulla superficie marziana per piantare una bandiera a stelle e strisce prima della fine del suo mandato.
La comunità scientifica ha espresso serie perplessità sulla fattibilità di questo progetto, e il popolo della rete si è divertito a rispolverare vecchie dichiarazioni di Elon Musk in cui sosteneva l’idea di usare esplosioni nucleari per riscaldare il pianeta e renderlo più ospitale per la vita umana. In molti hanno reagito con sorpresa e scetticismo a questa proposta, ma non gli appassionati di board game, che di tecniche per rendere Marte abitabile ne conoscono parecchie grazie a Terraforming Mars.
Creato da Jacob Fryxelius nel 2016 e pubblicato in Italia da Ghenos Games, si tratta di uno dei titoli più popolari e amati tra gli appassionati di questo hobby. Nei panni di diverse megacorporazioni, da 1 a 5 giocatori si sfidano per «rendere Marte di nuovo verde», per parafrasare la frase simbolo di Trump «rendiamo l’America di nuovo grande ». Per riuscirci, servono oceani, un’atmosfera più respirabile e un tepore sufficiente a rendere vivibile il suolo marziano. Ogni turno, con l’acquisto e la messa in opera di “progetti” che spaziano dalle innovazioni tecnologiche alle manovre di ingegneria ambientale, la temperatura si alza gradualmente e l’ossigeno aumenta di pari passo con le foreste che si piantano.
Durante la propria fase d’attivazione, il giocatore può eseguire due azioni prima di cedere la mano al prossimo contendente, e così si prosegue finché tutti non decidono di passare perché impossibilitati ad agire. Questo porta alla fine di una generazione e all’inizio di quella successiva, in cui si producono nuove risorse da spendere e si ottengono nuove carte progetto. Queste ultime sono il vero cuore pulsante dell’esperienza di gioco: sono oltre 200, alcune delle quali ispirate a reali teorie scientifiche, come far usare le comete per portare acqua sulla superficie marziana, produrre gas serra per innalzare la temperatura o sfruttare l’ingegneria genetica per creare organismi in grado di sopravvivere su Marte. Ci sono anche progetti standard sempre disponibili come la creazione di città e aree verdi e lo sforzo combinato di tutti i giocatori modificherà il tabellone di gioco rappresentante Marte, rendendolo un pianeta verde e blu come la Terra.
Quando saranno presenti nove oceani, un livello di ossigeno del 14% e una temperatura di 8°C, la partita terminerà e vincerà chi avrà accumulato più punti vittoria.
Dotato di un regolamento piuttosto articolato, Terraforming Mars è sicuramente impegnativo per chi non ha esperienza con giochi da tavolo complessi, ma le sue meccaniche sono talmente affascinanti ed è così divertente che merita lo sforzo di imparare a giocarlo. Inoltre, presenta soluzioni scientifiche decisamente intriganti per ogni appassionato di spazio e fantascienza.
Che si voglia riscaldare l’atmosfera alla Elon Musk con bombe nucleari (sfruttando la carta “Zona Nucleare”) o far precipitare asteroidi per sciogliere i ghiacci, Terraforming Mars permette di avere il controllo totale su come far rifiorire la superficie marziana. E, soprattutto, permette di farlo prima di chiunque altro… persino di Donald Trump.