Ammonta a 150mila euro il risarcimento (provvisionale) riconosciuto all’Arma dei carabinieri, di cui 50mila solo a carico dell’appuntato
Giuseppe Montella, (condannato a 12 anni),
nella sentenza di oggi, 1 luglio, sul caso Levante, pronunciata, dopo due ore di camera di consiglio, dal Gup Fiammetta Modica. “Questo processo offende ancora prima delle vittime e cioè delle persone picchiate e arrestate illecitamente, anche la parte sana dell’Arma, che è la stragrande maggioranza, e che deve ritenersi soddisfatta di aver ricevuto, in questa sede, una giustizia anche risarcitoria” – sono le parole di
Grazia Pradella, capo della Procura della Repubblica di Piacenza all’uscita dal Tribunale di Piacenza dove si è svolto il processo ai cinque carabinieri accusati, a vario titolo, di tortura, spaccio di droga, arresti illegali, abuso d’ufficio, falso, truffa. Queste le condanne: 12 anni di reclusione a
Giuseppe Montella, 8 anni a
Salvatore Cappellano, 6 anni a
Giacomo Falanga, 4 anni al maresciallo
Marco Orlando e 3 anni e 4 mesi a
Daniele Spagnolo. L’accusa di tortura è rimasta a carico di Montella, Cappellano e Falanga e solo per uno dei due episodi contestati e che riguarda un giovane egiziano la cui aggressione in caserma, da parte dei militari, venne registrata in un’intercettazione. Accusa che è caduta per gli altri militari. Ora l’unica posizione processuale che resta da definire è quella del carabiniere
Angelo Esposito, che ha scelto il rito ordinario.