Il 6 luglio 2024,
l’Anm del Piemonte pubblicò un comunicato contro il Foglio per un articolo di Ermes Antonucci, su “Gli infiniti flop del pm Colace”: il sindacato dei magistrati emise la sua “condanna [per] l’ennesimo attacco portato avanti nei confronti di un singolo magistrato, condotto con toni ed espressioni che, di certo, superano il diritto di cronaca giudiziaria”. Fu un vergognoso attacco alla libertà di stampa che passò inosservato, inaccettabile nel metodo prima che nel merito.
Perché in una democrazia regolata dallo stato di diritto se è stato “superato il diritto di cronaca” i magistrati dovrebbero dirlo con una sentenza al termine di un processo, non con un comunicato sindacale. Ma quel disprezzo del diritto di opinione, dopo meno di un anno, si è rivelato sbagliato anche nel merito.