Una grande scultura in alluminio alta sette metri riproduce il volto di una bambina che guarda in alto, verso il cielo. Ha la bocca chiusa, ma il suo è un grido di aiuto per quello che è successo e che continua ad accadere all’ambiente e non solo, un invito a reagire e a non restare indifferenti, accompagnato da una colonna sonora firmata da Daddy G dei Massive Attack. E’ “Don’t let me be wrong”, l’opera-simbolo della mostra “More Than Kids” che il Palazzo Reale di Milano dedica a Valerio Berruti fino al 2 novembre prossimo, la più grande mai realizzata per l’artista piemontese che per scelta, quando non è in giro per il mondo, vive e lavora ad Alba.
E’ lì che ha realizzato nel 2022 un’altra opera monumentale alta dodici metri, chiamata come la sua città e posizionata nella centrale piazza Michele Ferrero, ed è lì che gli è stata dedicata, fino a poche settimane fa, un’altra esposizione alla Fondazione Ferrero, con opere inedite e alcuni lavori preparatori che hanno anticipato questa nuova mostra milanese. La Chiesa di San Domenico, il Museo Maxxi di Roma e poi la Reggia di Venaria ospitarono “La Giostra di Nina”, una delle sue opere più conosciute e amate, divenuta anche un documentario Sky Arte e un libro pop-up pubblicato da Gallucci.
“Ogni volta che la giostra partirà, sarà un’opera diversa come le emozioni”, ci disse l’artista quando lo incontrammo nei suoi due studi, una pittoresca chiesa sconsacrata a Verduno e uno spazio enorme poco fuori Alba. E allora ecco che quel grande carillon che parla di libertà e di sogni è arrivato anche a Milano e lì potrete ammirarlo ascoltando la musica di Ludovico Einaudi mentre cavalcate dei passerotti al posto dei cavalli, “perché non bisogna mai mettere limiti all’immaginazione”, tiene a precisare Berruti, che ha esposto le sue opere in tutto il mondo, di recente anche in Cina (“Circulating sketch”) nel prestigioso Teagan Space a Youyi Bay, nel distretto di Pechino.
Promossa dal Comune di Milano/Cultura, prodotta e organizzata da Palazzo Reale ed Arthemisia con Piuma e il sostegno della Fondazione Ferrero, “More Than Kids” – con l’attenta curatela di Nicolas Ballario – è un percorso speciale tra sculture, installazioni, video e disegni che parte dall’infanzia – quando tutto può ancora succedere – fino a toccare temi universali che generano spazi di riflessione profonda, capaci di parlare a persone di ogni età. Berruti ama utilizzare l’antica tecnica dell’affresco, la scultura e la video animazione per creare delle immagini essenziali ispirate proprio a quel mondo sospeso nel tempo in cui sono i bambini i veri protagonisti (hanno il volto di suoi figlio Zeno e di sua figlia Nina, ma in essi ognuno può vederci il bambino che vuole): da “Aurora” a “Nel Silenzio”, da “A safe place” a “L’abbraccio più forte”, un corpus con decine di disegni realizzati durante la pandemia e venduti per finanziare l’ospedale di Verduno, dove il colore che domina, come in quasi tutte le sue opere, è “l’ottanio Berruti”, creato grazie a una tecnica che solo lui conosce. Un mondo nuovo, volendo citare il titolo di un’altra sua scultura, che è ancora possibile. Basta solo volerlo.