Deve trattarsi di un caso di omonimia, quello fra gli attivisti di Just Stop Oil che hanno imbrattato gli aerei privati di alcuni vip (ma non quello di Taylor Swift) e gli attivisti di Just Stop Oil che hanno imbrattato le monumentali pietre di Stonehenge. Quelli che si sono accaniti sui jet, infatti, hanno colpito oggetti che rilasciano inquinamento; quelli che se la sono presa con i megaliti, invece, sono andati dritti contro oggetti che al massimo vanno spolverati.
Gli autori del blitz nell’hangar hanno dimostrato di avercela con l’utilizzo di combustibili; gli autori del blitz nel sito archeologico hanno dimostrato che dei combustibili non gliene frega nulla. Compiere un atto simbolico contro degli aerei è un modo per dichiarare di avercela col futuro; compiere un atto simbolico contro dei menhir è un modo per dichiarare di avercela col passato. Imbrattare dei velivoli è una protesta contro il fatto che si muovono; imbrattare dei monumenti dev’essere una protesta contro il fatto che stanno fermi. Tutto sembra dunque suffragare la mia ipotesi sull’omonimia, tranne un dettaglio: se pianifichi di lanciare vernice sull’aereo di Taylor Swift e poi ti accorgi che era decollato qualche ora prima, fai venire il dubbio di non essere molto intelligente; se usi la stessa vernice per lanciarla contro un patrimonio che resiste da quattromila anni, il dubbio vuoi proprio farlo passare.