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Non bisogna invidiare gli altri. Da desiderare, in giro, non c'è un granché

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Non bisogna invidiare gli altri. Da desiderare, in giro, non c'è un granché
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“Non desiderare la vita d’altri” di Costanza Miriano (Sonzogno) non sembrerebbe fare al caso mio. Nato con Orazio e l’Ecclesiaste, cresciuto con René Girard, molto citato nel libro, e ora frequentante Epicuro e Epitteto, da anni ho il problema opposto: desidero troppo poco. E’ un handicap: il desiderio è un motore, l’invidia è una spinta. E non è nemmeno un merito: non desidero la vita degli altri non perché sia buono ma perché gli altri non mi interessano. Col desiderante girardiano io non c’entro nulla, se una cosa è già posseduta o desiderata da qualcuno, ai miei occhi perde valore. Però a pagina 172 ho trovato questa frase bellissima e cristianissima: “Se proviamo ad aguzzare la vista, invece che sulle fortune degli altri, sulle loro sofferenze, troveremo immancabilmente qualcuno intorno a noi, magari perfino nel nostro condominio, che sta combattendo una battaglia sovrumana, spesso solitaria e disperata”. Ecco confermata la mia convinzione di essere, relativamente e temporaneamente, un privilegiato, e rafforzato il mio sospetto che da desiderare, in giro, non ci sia granché. Pertanto l’ultimo libro di Costanza Miriano fa al caso di tutti, anche degli scarsamente invidiosi. Perché spinge alla compassione, sentimento universalmente carente e molto, molto più motivato.

Ultime Notizie di Compassione

Gesù rivela un Dio dalle viscere materne

Marco 6,30-34In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Compassione

La compassione precede la passione, così è stato per Gesù, così è per ogno persona che viene a questo modno.