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Colloquio

Conte: "Il vero democratico sono io, non prendo ordini da Trump. M5s e Avs valgono quanto il Pd"

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Conte: "Il vero democratico sono io, non prendo ordini da Trump. M5s e Avs valgono quanto il Pd"
Il Conte Harris: “Il vero democratico sono io”. Segretaria Schlein, Giuseppe Conte adesso vuole il nome. E’ pronto (anche) per Kamala Harris. Presidente, cosa è questa storia? “Caro Foglio, il Pd ammalia, il Pd accarezza, ma il solo leader democratico, l’autentico, sono io”. E al Pd cosa rimane? “Vuole saperla tutta?”. Intera, presidente, intera. “Il Pd è un sistema ramificato, università, informazione... Io, da professore, conosco l’abbraccio, la capacità di intortare della sinistra, l’astuzia. E’ un lavoro lungo che hanno fatto negli anni. Ma i veri dem sono altri”. Professor Conte, ma non è lei che sta inciuciando con Meloni? “Io?”. Lei. “Non scherziamo. La Caporetto di Meloni, sulla Consulta, è merito del M5s”. Con Fratoianni sembrate Minnie e Topolino. Vi federate? “Se ci sommiamo, M5s e Avs…”. Raggiungete il Pd? “Direi proprio di sì”. In Transatlantico, con Conte, a braccetto. “Facciamo una vasca?”.
“Vasca”, s.f. dal Dizionario Minzolini-Verderami, i linguisti della cronaca parlamentare: “Camminata lunga del parlamentare o del giornalista dalla buvette fino alla sala fumatori della Camera”. Il presidente Conte propone una “vasca”, serale, una vaschetta: “Andiamo, Permette?”. Presidente, lei inciucia, lei sta facendo imbiancare i capelli alla segretaria Schlein, che le sta suonando a Meloni, sulle “Tassemeloni”, le accise, presidente non si fa così, eh no! “Mi dispiaccio. Noto che il Pd vi ha sedotto. Caro Michele, vieni, vieni qui, seguici”. Il Michele in questione è il Gubitosa, il vicesegretario del M5s, movimento muy tormentato, ma muy, muy, dalle paturnie di Beppe Grillo (ieri un altro suo post da sansepolcrista) chiamato qui, alla Camera, dai parlamentari M5s, il “vecchio nonno rompicoglioni”. Il Gubitosa, che sembra un Checco Zalone ma con la cravatta seria, ascolta. L’indiscrezione di FdI: “Questo Gubitosa sembra a voi uno Zalone, ma dovete sapere che è il vero delegato di Conte quando c’è da negoziare con FdI. Con Lollobrigida, ad esempio, si intende che è una meraviglia”. In questo caso il Gubitosa serve al presidente come allievo per la lezione Conte democratico, lesson one. L’altra indiscrezione di FdI: “Sulla Corte, Meloni non ha sbagliato nulla. L’accordo per eleggere Marini alla Consulta c’era. Solo che era con l’opposizione sbagliata. Il M5s”.
Il Conte Harris è di tutt’altro avviso: “Caro Foglio, voglio ricordarvi che grazie al mio personale contributo, anni fa, un uomo come Franco Modugno è stato eletto alla Corte. Io ho sempre lavorato per offrire al popolo figure di rilievo”. Il Gubitosa annuisce rapito da tale sapienza. Presidente, vuole spiegarci dove vuole arrivare con il Pd? Quali sono i suoi rapporti con il Pd alle ore 18,48? “Il Pd deve scegliere con chi vuole stare, e io dal Pd non posso prendere lezioni”. Perché lei le dà, corretto? “Michele vieni (sempre il Gubitosa). Devi capire, Michele, che la stampa va sempre tutelata, sempre, rispettata. Io avrei potuto ottenere milioni di euro di risarcimento se solo avessi querelato come fanno gli altri leader. Io ho un talento”. Il Gubitosa in adorazione. “Vedi, caro Michele, e caro Foglio, io so leggere un articolo e valutare la diffamazione, lo scannerizzo con gli occhi, io da civilista, comprendo. Sa a quanti milioni ho rinunciato? Sa quanto avrei potuto guadagnare con i risarcimenti dei giornali? Beh, me lo chieda (Michele, chiedi. E chiedi)”. Quanto presidente (chiede il Gubitosa). “Beh, oltre un milione di euro. Anche due”. Ma il presidente ha scelto la storia, ha scelto la democrazia. Presidente, diciamo bene? “Dite bene, la stampa anche quella più ostile, la pugnace, non va mai delegittimata. E’ un presidio democratico. Michele non dimenticarlo. E’ chiaro che io sono un democratico”. Grazie a lei, il M5s, di oggi, ha un rapporto genuino con la stampa, presidente, lei ha democratizzato un movimento di vaffanculisti. Oggi sono uomini alla Gubitosa. Il Conte Harris registra sorridendo: “Sono contento che questa comunità sia diventata adulta e sono contento che questo mi venga riconosciuto. Certo, sarebbe bello che qualcuno lo scrivesse (sottovoce: lo scrive?)”.
Presidente, le va di parlare di Liguria? “Vuole dire della difficile Liguria?”. Il valoroso Orlando sta pagando i vostri conflitti romani. Presidente, si sta impegnando? O vuol far perdere Orlando perché l’Orlando perdente è un Orlando furioso, con Schlein? “Io? Io che venerdì sarò al fianco di Andrea? Io che ho condiviso questa candidatura? (sottovoce: ‘Dalle parti del Pd cosa si dice?)”. Presidente, lei sogna il Tg3? “Vi devo contraddire. Il Tg3 lo sognano altri, amici vostri”. Presidente, ma è vero che attende il voto americano e che se vince Trump sarà lei l’interlocutore di Trump, a sinistra? “Desideravo questa domanda”. La risposta? “Io non prendo ordini da nessuno. Non sono io quel presidente che si fa nominare a Villa Taverna, non sono io. Quelli sono altri. Io mi faccio eleggere dagli italiani”. Presidente, lei e Fratoianni, vi federate? “Michele, quanto abbiamo preso alle elezioni, la somma di M5s e Avs?”. Gubitosa: “Presidente, 19.1”. La somma fa il totale. Presidente Conte? Il democratico? Conte, chi? “Nient’altro che il presidente che vuole bene alla stampa”. Conte Harris. “Un’altra vasca?”