La cosiddetta “neutralità” della Svizzera non si esprime soltanto nelle banche che ingrassano mentre il resto dell’umanità, bestiale e armata, si spacca le ossa per difendere un’idea di libertà, o un’idea di grandezza, o di volgare dominio, o qualsiasi idea per quanto del cazzo possa risultare ai suoi nemici. La cosiddetta “neutralità” della Svizzera, ribadita, anzi aggravata, riguardo alla questione Ucraina, per quanto comodo possa fare a quasi tutti, produce tanto vomito e tale che eviteremo di occuparcene nonostante l’importanza del tema. Leggiamo invece questo: nella casa di un ristoratore milanese, che si deduce cucini molto bene, nella notte tra martedì e mercoledì scorso notte sono stati rubati una trentina tra Rolex e Patek Philippe. Valore: un milione e mezzo di euri. Cronografi, cronometri, roba elegante, forte, da soprapolsino. E’ che non saprà mai, il più imbecille di noi mangiaspaghetti (Totti è sacro e l’Avvocato è morto), la frazione di secondo esatta in cui ieri è crollato il Credit Suisse.