Chissà quanti potrebbero essere, gli argomenti. Gli omicidi di un pugno di nostri connazionali molto abbienti, per esempio. Più di un centinaio per un week-end a Sarajevo dove si sarebbero divertiti a sparare, migliaia di dollari alla mano, dalle colline perfettamente sovrastanti, sui rospetti bosniaci della città. Bambini, piccoli, bersagli di indiscutibile classe. Sarebbe un argomento, o no? Si sta parlando del 1993-1995, nella speranza che si tratti di una bufala infame. Quella del solito giornalismo spettacolare, ma tremando all’idea che non lo sia stata. La mejo informazione de noantri, inflessibile, implacabile e appassionatamente giudiziaria degli ultimi trent’anni, non è sembrata appassionarsi alla notizia. Non lo sembra tuttora. Vabbé, l’innocenza del provincialismo.
Un secondo e più piccolo argomento: l’Ucraina vorrebbe partecipare ai prossimi mondiali di football. Sta partecipando alle eliminatorie: potrebbe fottere Putin più di un missile sul Cremlino. Noi disonesti confidiamo nello sport: bene o male che gli ucraini giochino, che vincano, o che stravincano, rubando l’ultimo rigore da un arbitro corrotto dalla brigata Azov, beh, pazienza.