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Bandiera bianca

Un Gesù interpretato da una donna nera e omosessuale scandalizzerà qualcuno, ma non i cristiani

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Un Gesù interpretato da una donna nera e omosessuale scandalizzerà qualcuno, ma non i cristiani
Foto ANSA
Certo, bisogna proprio essere dei rivoluzionari per assegnare il ruolo principale in “Jesus Christ Superstar” a Cynthia Erivo: la scelta di far interpretare Gesù a una donna nera e omosessuale è probabilmente una provocazione fatta apposta per scandalizzare. Scandalizza, ad esempio, chi crede che il cristianesimo sia un club a numero chiuso, i cui membri abbiano il compito di puntare il dito sui peccati altrui; scandalizza, nondimeno, chi è convinto che il cristianesimo consista nello sforzarsi di imitare Gesù nei modi, non nello spirito; scandalizza, soprattutto, chi è convinto che il cristianesimo sia una faccenda semplice come tracciare una linea per mettere di qua tutti i buoni e di là tutti i cattivi. Per questo motivo, dunque, la scelta di Cynthia Erivo può scandalizzare un sacco di gente, soprattutto quella che vuol far scandalizzare qualcuno, ma di certo non può scandalizzare i cristiani.
Costoro sanno infatti che nessuno è buono, quindi a rigore nessuno è degno di impersonare Gesù nemmeno nella più infima recita parrocchiale; sanno che l’anima è immateriale, quindi va oltre tutte le possibili etichette e militanze a cui possiamo consegnarci volontariamente o su impulso altrui; sanno, soprattutto, che un musical è un musical e non un testo sacro, quindi l’evenienza che un personaggio si chiami “Jesus” non è teologicamente più rilevante del caso in cui si chiami, boh, “Jason”. Alla fine, il cristianesimo è molto più rivoluzionario di qualsiasi provocazione.