“I disabili sono la nostra avanguardia”. Non avrei mai partorito un simile pensiero se Paola Severini Melograni non mi avesse intervistato nel suo programma televisivo (“O anche no”,
RaiTre) e non mi avesse regalato il suo libro dallo stesso titolo (Castelvecchi Editore). Al contrario di lei, pasionaria della disabilità, più che all’altruismo io tendo all’egoismo. Ma avversare i disabili non è da egoisti, è da scemi. In una società che avanza verso la senilità, poi... Le barriere architettoniche non ostacolano solo chi è costretto in carrozzina, ostacolano le mamme coi passeggini, ostacolano coloro che hanno, per età, malattia, incidente, difficoltà di deambulazione anche modeste.
I tavolini per spritzomani che occupano come metastasi marciapiedi e carreggiate dei centri storici ostacolano tutti, compresi gli addetti alle consegne e i guidatori delle ambulanze. E mentre ascensori e scivoli sono a volte difficili da inserire, tavolini e gazebi si potrebbero eliminare facilmente. Leggendo Paola e parlando con Paola ho capito che i disabili sono la prima linea della civiltà, la trincea dell’umanità. Se cade il rispetto per loro l’oltraggio deborda ovunque e può colpire anche i sani (che comunque non esistono, essendo l’uomo, come insegna De Maistre, “tutto una malattia”).