“E’ perché sono interista”. E’ con una battuta che don Antonio Mazzi ha giustificato lo scroscio di applausi che lo ha accolto nell’aula magna dell’istituto Isii Marconi, dove ha tenuto un incontro ai giovani sul tema “Le regole della convivenza “non violenta” a scuola e nella vita quotidiana”.
Secondo il sacerdote, presidente della Fondazione Exodus Onlus, i giovani d’oggi sviluppano una energia che non trova sfogo. “Ai miei tempi c’era tanto altro da fare oltre alla scuola – ha spiegato – mentre oggi non fanno nient’altro”. Una energia che, secondo don Mazzi, se non è educata e controllata può sfociare in vere violenze. Don Mazzi ha insistito sulla necessità di relazioni semplici, tra i giovani e tra le persone in generale.
Quando penso a don Antonio Mazzi, mi vengono in mente le parole che Ignazio Silone disse un giorno, nella piena maturità, quando si definì un “cristiano senza chiesa e un politico senza partito”. Lui i testi evangelici li aveva prima scrutati e poi visitati, affascinato dalla speranza che le promesse del Regno consegnavano all’umanità. Le tracce di questa visitazione le troviamo in uno dei suoi romanzi più belli, L’avventura di un povero cristiano...