La tragica sorte del portinaio milanese morto (forse suicida, le cronache non confermano) dopo essersi creduto fidanzato con Dua Lipa colpisce poiché ritrae una situazione comune a tutti. Quest’inganno ordito sul web, onde convincere la vittima di avere un contatto con la famosa cantante (poi diventato simpatia reciproca, quindi innamoramento e cotta, infine relazione dichiarata), è costato alla vittima prima i soldi e poi la vita, facendo leva su ciò a cui i meno ingenui di noi fingono di non badare. Ovvero che fra essere umano ed essere umano c’è la stessa barriera di ignoto che separava il portinaio dalla pseudo-cantante, e in amore ci illudiamo di poterla abbattere sovrastimando le nostre potenzialità (o la nostra fortuna) e travisando come spontanea la luce riflessa dei sentimenti che proiettiamo sull’altra persona. Invece è impossibile, perché non la conosciamo; per quanto ci sforziamo di avvicinarci e scoprirla, ci sarà sempre un momento in cui un gesto incongruo o una parola inattesa squarcerà il velo dell’apparenza e farà scoprire a tutti che, chi più chi meno, ci credevamo fidanzati con Dua Lipa anche noi.