La vittoria al veleno di Merz

Redazione Online
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|11 mesi fa
Foto ANSA
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Friedrich Merz ha vinto e poi si è rammaricato di aver vinto. Bizantinismi della politica tedesca del dopo-Merkel, segnata dalla forte presenza di AfD. Per la prima volta da quando siede al Bundestag, ossia dal 2017, la formazione sovranista si è rivelata determinante per l’esito di un voto in aula. Ed è stato Merz, candidato cancelliere del blocco Cdu-Csu alle elezioni del 23 febbraio, a condurre la danza mettendo all’ordine del giorno due mozioni per accelerare le espulsioni dalla Germania degli stranieri irregolari, a cominciare da quelli che si siano già macchiati di qualche crimine. Dopo i fatti di sangue di Aschaffenburg, Merz aveva avvisato i suoi “avversari” Verdi e della Spd. Perché le virgolette? Perché Merz per primo sa benissimo che AfD non è un partito potabile e che dopo le elezioni la sua Cdu dovrà allearsi o con gli ecologisti o con i socialdemocratici del cancelliere uscente Olaf Scholz. Le mozioni approvate chiedono, tra l’altro, controlli permanenti alle frontiere, il respingimento delle persone in cerca di protezione e l'incarcerazione degli stranieri sfuggiti all’obbligo di espulsione.
I due partiti di centrosinistra, e futuri alleati, ai quali Merz si era rivolto hanno risposto picche, segnalando l’incostituzionalità del testo. La mozione è quindi passata con i voti di Cdu-Csu, con quelli dei Liberali, quelli, determinanti, di AfD e qualche utile astensione dei deputati ex Linke passati mesi fa al partito “rosso-bruno” Bsw. Un fallimento per tutti dal sapore molto elettorale. Merz torna a casa vittorioso ma deve incassare l’accusa del centrosinistra di aver giocato con il fuoco incrinando il cordone sanitario steso anni fa attorno al partito di estrema destra. Verdi e socialdemocratici, da parte loro, escono malconci dal voto: un po’ perché hanno perso in aula, un po’ perché si sono dimostrati sordi alle richieste dei tedeschi per una migliore gestione dei flussi di profughi e migranti. Un compromesso al centro, come quello che le elezioni imporranno, sarebbe stato meglio.

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