Il Parlamento europeo fa felice il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Ministro, perché esulta? “Il Parlamento europeo ha approvato quello che noi chiediamo da tempo e che in Italia avevamo già trasformato in legge nel 2023, quando in tanti ci prendevano in giro:
il meat sounding deve essere vietato. Anche a Bruxelles ora dicono che avevamo ragione”. Due giorni fa, in effetti, l’Eurocamera ha votato la revisione del regolamento sull’organizzazione comune dei mercati agricoli. E’ passato anche l’emendamento della relatrice del Partito popolare, la francese Céline Imart, che
vieta l'utilizzo di termini riconducibili alla carne per i prodotti vegetali. Addio insomma a bistecche di tofu, hamburger di ceci, scaloppine di seitan e tutte quelle diciture che, normalmente associate alla carne, fanno invece riferimento a prodotti vegetali. Una scelta in linea con quella fatta dal governo italiano alla fine del 2023, quando, all’interno della legge che vieta la produzione e il commercio della carne sintetica (il ddl Lollobrigida appunto), fu approvato anche un emendamento, a prima firma dell’ex ministro dell’Agricoltura, il leghista Gian Marco Centinaio, per stabilire in Italia lo stesso divieto. Quella norma però era rimasta finora solo sulla carta, anche perché
la Corte di giustizia europea, nell’ottobre del 2024, aveva bocciato un’analoga disposizione francese. Inoltre, alcune associazioni avevano contestato
il mancato rispetto della procedura Tris, la direttiva europea che impone agli stati membri di notificare alla Commissione europea i progetti di regolamentazioni tecniche prima che vengano adottati.
In pratica, fino a oggi, il diritto e la giurisprudenza europea avevano impedito la pubblicazione dei decreti attuativi che avrebbero dovuto contenere l’elenco delle diciture vietate, rendendo di fatto il divieto non efficace. Insomma ministro, adesso passa la vostra linea, ma a questo punto non vi conveniva aspettare? “Noi – replica Lollobrigida – lo abbiamo inserito nella nostra legge per primi. Ci avevano accusato di farlo contro la normativa europea. E invece, come si vede dal voto dell’Eurocamera, avevamo ragione. L’Europa adesso ci segue, l’avevamo semplicemente anticipata. Siamo stati i pionieri di scelte che hanno una logica chiara”. Quale? “Il nome e l’etichettatura servono a definire un prodotto, aiutano i consumatori a capire cosa stanno mangiando, è stata una battaglia importante”. Ma un consumatore può davvero sbagliarsi tra un hamburger di manzo e un surrogato vegetale, che sia di ceci, di melanzane o di tofu? “La confondibilità – risponde ancora Lollobrigida – non aiuta nessuno. Per questo non si tratta di una decisione ideologica ma di una questione pratica”.
In ogni caso adesso la legge dovrà essere discussa dal Consiglio e dalla Commissione Ue, poi, finalmente, potrete fare i decreti attuativi con l’indice delle diciture proibite? “E’ certo. Quando questa decisione diventerà legge europea con i passaggi in Consiglio e Commissione, finalmente potremmo provvedere a rendere efficace anche la nostra norma. Dovremmo rivederla in ottemperanza di quelle che saranno, al termine di questo percorso, le indicazioni europee, ma finalmente il divieto sarà efficace. Spero che quelli che tempo fa ci dicevano che non potevamo vietare il meat souding perché l’Europa non ce lo permetteva oggi facciano lo stesso ragionamento al contrario: dovranno ammettere che il meat sounding non si può fare perché è l’Ue a chiedercelo”, conclude soddisfatto Lollobrigida.