Imperi, politica, trumpismo. Chi è Kyriakou, l’editore in prima fila per Gedi

Redazione Online
|1 mese fa

LaPresse
Perché John Elkann vende? E perché ha scelto in esclusiva il gruppo Antenna? Tutti in questi giorni si esercitano in interpretazioni le più varie e si chiedono chi sia mai Theo il Greco (alias Theodore Kyrakou). In una nota ieri la Gedi ha spiegato che “solo gruppi con significativa massa critica, competenze tecnologiche avanzate, vocazione internazionale e radicata e consolidata esperienza” possono affrontare le sfide competitive dell’editoria. Antenna garantisce tutto ciò? La nota sottolinea la “significativa presenza internazionale: opera in 22 paesi, con portafoglio prodotti multisettoriale (TV, Digital, Radio, Cinema, Eventi, Formazione, Musica, Editoria) e con 35 anni di esperienza”. Dietro c’è una famiglia che è tra le più note e importanti della Grecia: Minosse (Minos), padre di Theodore, armatore e non solo, ha presieduto anche le olimpiadi del 2004. E la storia dei Kyriakou è davvero ricca di colpi di scena.
Il capostipite Senofonte, nato in Epiro, era un ufficiale della marina che combatté contro italiani e tedeschi, ma allo scoppio della guerra civile che dilaniò il paese mentre il secondo conflitto mondiale stava terminando e per i quattro anni successivi, si schierò con le formazioni filo-comuniste sconfitte nel 1949. Senofonte e la sua famiglia si rifugiarono in Polonia (il paese della moglie con il quale i Kyriakou hanno ancora un forte legame) poi in Brasile. Qui il primogenito Minos cominciò a commerciare in pietre preziose quando aveva solo 17 anni e fece fortuna prima di sbarcare negli Usa per lavorare per il compatriota Giorgio Laimos, armatore e uomo d’affari poliedrico. Oggi le petroliere e i cargo di Kyriakou partono da Singapore per portare greggio e merci liquide (l’olio ad esempio) in tutto il mondo. Al contrario degli altri grandi armatori, Minos non ha mai voluto possedere un giornale, diceva che le sue convinzioni democratiche glielo impedivano. Ma controllava l’industria della carta dalla quale la stampa dipende ancor oggi. Alla fine ha ceduto alla malia dei media: nel maggio 1988 ha fondato una radio (Antenna 97,1 FM2) e una tv ANT1 che ha cominciato a trasmettere due anni dopo.
Stroncato da un attacco cardiaco nel 2017, Minos ha lasciato tutto alla prole: Xenophon, Theodore e Athina nati dal primo matrimonio. Con la sua seconda moglie, l’attrice Mari Konstantatou, il ménage è durato dal 2004 fino al 2017 e si è sciolto tre mesi prima del fatale infarto senza lasciare altri figli. Mentre il primogenito si occupa delle navi, il fratello si dedica ai media. Con le società K Group e Antenna Group costruisce uno dei maggiori conglomerati editoriali della Grecia, presente a Cipro, in Romania, Moldavia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca (nonché Australia e Stati Uniti). Theodore Kyriakou ha studiato negli Stati Uniti (alla Georgetown University). Mostra con orgoglio la sua foto con Donald Trump e l’emiro del Qatar scattata il 15 aprile scorso: era tra i pochi ospiti super selezionati alla cena ufficiale offerta da Tamim al Thani. Dicono che tenga sul comodino una immagine del presidente americano e che faccia parte della corte trumpiana. Anche il padre aveva studiato negli States, a New York, alla Columbia University, ma era stato educato in Francia e in Svizzera, parlava inglese, francese, tedesco, spagnolo, italiano, polacco e russo, oltre ovviamente al greco. Theodore solo inglese e francese. Nessuno sa con quale piano industriale vuol comprare la Repubblica e tutto il resto sborsando 140 milioni di euro. Exor nel 2019 aveva pagato 102,4 milioni ai De Benedetti. “La sostenibilità economica è fondamentale per garantire l’indipendenza editoriale”, scrive la Gedi e oggi non è così: l’anno scorso si è chiuso con un fatturato di 386 milioni di euro e una perdita di 45 milioni, ma il trend è in continua discesa.
La sfera d’influenza del gruppo Antenna si concentra sull’Europa centro-orientale, ma Kyriakos vuole espandersi in Europa anche comprando televisioni (in Italia ha guardato a La7) e negli Stati Uniti dove non fa mancare la propria presenza in vari consigli di amministrazione (l’Atlantic Council e la Georgetown University ad esempio). I suoi interessi s’allargano al Golfo Persico: è suo partner in affari il principe saudita, Mohammed bin Salman Al Saud che, tre anni fa, ha investito 225 milioni di dollari per comprare il 30 per cento di Antenna Group. Anche questo suscita non pochi sospetti, ma Theo il Greco non parla, resta finora un’ombra che molti già criticano senza nemmeno conoscerlo.

