Suscitano non pochi sorrisi le indicazioni inviate dalla nuova giunta dell’Associazione nazionale magistrati a tutte le toghe in vista dello sciopero proclamato per il 27 febbraio, che il Foglio ha potuto visionare. Il piano elaborato dall’Anm prevede che i magistrati (con addosso toga e coccarda tricolore) dovranno “organizzare un’assemblea a livello distrettuale aperta al pubblico, all’avvocatura e con la partecipazione di personalità esterne alla magistratura”, “regalare copie della Costituzione al pubblico che affluisce nei Palazzi di giustizia”, “informare la cittadinanza delle ragioni della contrarietà alla riforma attraverso volantini da consegnare anche fuori dai locali dei Palazzi di giustizia”. E poi: “Organizzare una staffetta per la lettura degli articoli della Costituzione da 1 a 54, da 101 a 113, 138 e 139”. Il 27 febbraio, quindi, i magistrati italiani saranno impegnati non solo nell’attività di volantinaggio, ma anche di lettura della Costituzione. Una lettura contraddittoria e parziale.
Contraddittoria perché sarà letto anche l’articolo 138, che disciplina la procedura di modifica della Costituzione tramite legge costituzionale, proprio ciò che sta legittimamente avvenendo oggi in Parlamento con la riforma della separazione delle carriere. La lettura della Costituzione da parte delle toghe sarà però parziale.
Nell’elenco redatto dall’Anm manca, per esempio, l’articolo 70, secondo cui la funzione legislativa appartiene al Parlamento (e non alla magistratura, né tantomeno al suo sindacato).