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Di Super Mario ce n’è uno anche se poi gli imitatori...

Ogni anno, il 10 marzo, si festeggia in tutto il mondo il Mario Day, giornata che celebra il mondo di Super Mario. È stato scelto il 10 marzo perché questa data, scritta “Mar10”, somiglia graficamente al nome della mascotte Nintendo

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Di Super Mario ce n’è uno anche se poi gli imitatori...
Tutti saprebbero individuare qualcosa che tenga insieme Monti e Draghi: presidenti di un governo con molti ministri tecnici. Alcuni coglierebbero comunanze anche tra Balotelli e Gómez: calciatori attaccanti che hanno giocato in una Nazionale diversa dalle loro origini familiari (italiana dal Ghana, tedesca dalla Spagna). Per veri intenditori di sport l’insieme che può contenere sia Cipollini che Lemieux: campioni in una disciplina (rispettivamente ciclismo ed hockey) a cui hanno legato anche un’importante attività imprenditoriale. Sfidante è trovare ciò che mette insieme tutti e sei, almeno fino a quando non si pensa al loro nome. E allora diventa facile l’assonanza con Super Mario. Per ciascuno questo soprannome ha avuto origine e fortuna diverse, ma rimane unica la fonte: il protagonista dell’omonima serie di videogiochi, che celebra la sua giornata mondiale il 10 marzo. Una data scelta perché la scritta “Mar10” è graficamente somigliante al nome di questo italo-americano di Brooklyn ideato nel 1981 dal giapponese Shigeru Miyamoto. Quest’ultimo era allora un giovane impiegato della Nintendo, che stava lavorando al videogioco arcade (o per semplicità da sala giochi) Donkey Kong: immaginò che a salvare Pauline dal cattivo scimmione del titolo ci fosse il fidanzato, che disegnò piccolo, con baffi e salopette da lavoro. Lo chiamò subito Jumpman (il saltatore) e fu importante per il grande successo mondiale del gioco. Due anni appena e venne ribattezzato Super Mario, oltre che diventare personaggio principale di una storia omonima, la prima di oltre 100. Da allora è diventato leggenda in tutto il mondo, è stato protagonista di una serie di cartoni animati, ha ottenuto due stelle sulle strade di Hollywood (Walk of Fame e Walk of Game) ed è stato capofila di varie linee di giocattoli sul suo mondo. Si calcola che con il suo marchio siano stati venduti circa 325 milioni di giochi in tutto il pianeta, di cui oltre 40 milioni solo del Super Mario Bros. per Nintendo Entertainment System (ovvero il primo ed originale). In verità non ci sarebbe alcun vero motivo per giustificare questa popolarità: nasce come “ripiego”, dato che la casa editrice giapponese aveva perso la licenza per Braccio di Ferro; ha una trama davvero essenziale e per nulla originale; ha un nome davvero comune (tra l’altro in onore all’omonimo Segale proprietario del primo stabilimento Nintendo negli Usa), ha un’unica abilità che è saltare; per motivi legati agli interessi dei produttori ha dovuto cambiare lavoro (da carpentiere a idraulico); l’aspetto – a cui è legata la sua fama – è dovuto alla poca voglia di curare i particolari da parte del disegnatore: il cappello evita i dettagli di cappelli e sopracciglia, baffi e basette permettono di non curarsi troppo di bocca, orecchie e naso. Come tutti, per la sua vita e il suo “successo” deve anche lui ringraziare chi sempre gli è stato vicino, spesso rimanendo nell’ombra: il fratello minore Luigi, la principessa Peach e il dinosauro verde Yoshi.

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