Continua la narrazione farlocca sugli ultimi anni della Prima Repubblica, in particolare con la poderosa manovra di finanza pubblica di
Giuliano Amato a sua volta dovuta, secondo i “Pinocchi” di ogni tempo, alla cosiddetta finanza allegra. I narratori questa volta si chiamano Francesco Verderami, vecchio giornalista da Transatlantico, e
Andrea Monorchio, ragioniere dello Stato per molti anni. La teoria è sempre la stessa e cioè l’incapacità politica di quegli anni di tenere a bada i conti pubblici, dimenticando i fatti. Nel 1991 per la prima volta fu azzerato il disavanzo primario.
Il governo Andreotti con Carli, Formica e il sottoscritto ebbe da Giuliano Amato un disavanzo primario di 38 mila miliardi di lire e restituì sempre a Giuliano Amato nel 1992 un bilancio con 3 mila miliardi di avanzo primario. Insomma la crisi finanziaria del ‘92 non fu assolutamente legata a motivi di finanza pubblica. Se a parlare fossero personaggi che sanno di politica direbbero subito che la decisione nel 1990 di parità del marco occidentale con quello orientale costrinse il cancelliere tedesco Kohl a non finanziare più i paesi aderenti allo Sme quando fossero stati sotto attacco speculativo. Questa fu l’unica causa della crisi finanziaria di quel tempo e l’Italia sciupò decine di miliardi nel tentativo di non svalutare la lira. Tentativo un po’ goliardico che non riuscì a bloccare la svalutazione della nostra moneta che con la sterlina perse il 30 per cento del proprio valore, con grande sollievo del nostro sistema industriale. I falsi narratori dimenticano che in quei dieci anni affrontammo e vincemmo la battaglia contro il terrorismo brigatista e lo stragismo di destra, oltre a ridurre in maniera notevole quell’inflazione che pochi anni prima era a due cifre. E’ strano, infine, che con un debito a oggi di quasi 3 mila miliardi si vada a parlare del debito di 30 anni fa che si fermò a 839 miliardi di euro ma con una crescita del 2,5 per cento annuo. La crisi politica di oggi fa sì che la narrazione non solo economica, ma anche giudiziaria e sanitaria, per citare tre settori fondamentali, venga affidata a chi non sa o ha dimenticato i fatti come in realtà si svolsero.