Anche in seguito al confronto con le rappresentanze sociali, ecco le nuove aliquote dell’Irpef stabilite dall’amministrazione. Anzitutto, l’addizionale comunale non è dovuta se il reddito delle persone fisiche è inferiore ai 15mila euro: si estende dunque la fascia di esenzione dall’imposta, come richiesto dai sindacati, alzandola rispetto alla precedente soglia di 11mila euro destinata a 22.799 contribuenti, il 29,29% della platea totale. In base alle stime di palazzo Mercanti, d’ora in poi l’agevolazione riguarderà 28.228 cittadini, il 36,27%. Le tariffe dell’aliquota vengono così modificate: da 15mila a 28mila euro di reddito si paga lo 0,70% (non più lo 0,52%) e da 28mila a 50mila si passa dallo 0,68% allo 0,79%. Oltre i 50mila, invece, l’addizionale rimane fissata allo 0,80%.
Con l’aumento dell’Irpef il Comune prevede un introito di circa 12 milioni e 916mila euro all’anno, cioè 4,3 milioni in più. In diverse occasioni, la sindaca Katia Tarasconi ha rimarcato che l’incremento dell’imposta servirà a finanziare i progetti per la città, oltre a far fronte alla carenza di personale negli uffici comunali. Secondo l’opposizione, invece, si tratta di una misura ingiusta in questo periodo di difficoltà economiche per la collettività.