Il centrodestra torna all’attacco del presidente di Piacenza Expo
Giuseppe Cavalli. Il “j’accuse” al vertice del polo fieristico di Le Mose – supportato da carte e documenti – lo ha sferrato oggi
Jonathan Papamarenghi, consigliere della civica Barbieri-Liberi. Nelle scorse settimane, infatti, l’esponente di opposizione – così come
Massimo Trespidi e
Filiberto Putzu – aveva “depositato richieste di accesso agli atti in merito ai costi dei servizi e agli effettivi incassi dei biglietti a pagamento venduti da Piacenza Expo” con il sospetto che “i numeri siano ben peggiori rispetto a quelli comunicati alla stampa in occasione delle manifestazioni pubbliche, a partire dall’
ultima Fiera dei vini per cui l’ente ha dichiarato ai giornali un risultato di oltre 8mila visitatori“. Ma la risposta del presidente Cavalli, trasmessa al Comune di Piacenza in data 5 dicembre, è stata secca: “La società, per motivi di riservatezza, non ritiene legittima la richiesta ed esprime il proprio diniego alla diffusione di dati commerciali rilevanti”.
Ecco dunque l’ennesima miccia che accende il “fuoco” delle polemiche tra il centrodestra e l’attuale vertice del polo fieristico. “Dopo un’intensa sollecitazione e con il disappunto di alcuni colleghi di maggioranza – ha premesso l’esponente di opposizione – il Comune ci ha scritto che il presidente di Piacenza Expo non è intenzionato a fornire i numeri riguardanti gli incassi dei biglietti venduti perché il collegio sindacale del polo fieristico li ritiene dati sensibili che potrebbero danneggiare l’azienda. Eppure il Comune, socio di maggioranza di Piacenza Expo con oltre il 50 per cento delle quote, interviene puntualmente per sostenere un bilancio claudicante. È inammissibile e grave – ha proseguito Papamarenghi – che la governance dell’ente fiera si rifiuti di delineare i numeri richiesti”.
La necessità di una maggiore trasparenza sembra condivisa dal direttore generale del Comune, Luca Canessa, il quale ha replicato al presidente Cavalli: “La invitiamo a trasmettere entro e non oltre il termine di cinque giorni i dati richiesti” si legge nella risposta indirizzata ieri a Piacenza Expo.