Le accuse di cui devono rispondere a vario titolo sono, tra le altre, associazione per delinquere, concussione, corruzione, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, truffa e voto di scambio.
In carcere sono finiti due imprenditori del settore edile Nunzio Susino e Maurizio Ridella, e due sindaci: Mauro Guarnieri di Corte Brugnatella e Massimo Castelli di Cerignale, quest’ultimo era indicato anche come possibile candidato sindaco per il centrosinistra a Piacenza. Agli arresti domiciliari, tra gli altri, il sindaco di Bobbio Roberto Pasquali. Divieto di dimora per Claudia Borrè vicesindaco di Zerba.
Tra gli indagati risultano anche il parlamentare Tommaso Foti e l’assessore all’Urbanistica del Comune di Piacenza Erika Opizzi, entrambi di Fratelli d’Italia.
L’indagine era nata quasi per caso. Nel 2015 un escavatore di uno degli imprenditori coinvolti andò a fuoco. Il piromane non è mai stato trovato ma dagli accertamenti sulla vicenda sono emersi altri illeciti che hanno portato a scoprire il sistema corruttivo.
“Siamo partiti da un imprenditore e da lui siamo arrivati all’imprenditore al quale faceva riferimento – ha dichiarato il pm Matteo Centini in conferenza stampa; – abbiamo capito che ponevano in essere sistematiche turbative d’asta che con la presentazione di offerte di comodo da parte di due o tre imprese e la scelta, tra le imprese, di chi doveva aggiudicarsi l’appalto. Quando abbiamo impiantato il captatore informatico al principale imprenditore, abbiamo capito che aveva aderenze con sindaci della zona e politici di livello elevato di tutta la provincia di Piacenza. Aveva stabilito rapporti corruttivi solidi e sistematici. Non solo lui li aiutava nelle elezioni ma, a volte, era il politico a chiedere aiuto offrendo poi appalti”
“Ci sono addirittura appalti falsificati – ha aggiunto il procuratore capo Grazia Pradella – ovvero, lavori fatti senza gara o contratto ad evidenza pubblica che successivamente con documenti falsi venivano sanati. Quello che abbiamo rilevato è un sistema di rapporti corruttivi. Il prezzo della corruzione poteva essere rappresentato, oltre alle mazzette, anche da altre utilità, come lavori all’abitazione”.
La complessa indagine, che si è avvalsa di intercettazioni e pedinamenti, è racchiusa in 700 pagine. Dopo gli arresti nella mattinata di ieri sono state perquisite le sedi di diversi enti locali. Si attendono sviluppi.